Tensioni geopolitiche e riforme ambientali, l’appello del quintetto Beneluxa Initiative punta a superare le divisioni. Egualia torna alla carica sulla tassa acque reflue: il Parlamento UE chiede sospensione e revisione della direttiva
Le tensioni internazionali, la pressione sui prezzi proveniente dagli Stati Uniti, le riforme ambientali e le preoccupazioni per la continuità delle forniture stanno ridisegnando il rapporto tra industria, governi e cittadini. L’Europa si trova davanti al bivio: continuare con risposte frammentate, affidate ai singoli Stati, oppure costruire una strategia comune capace di garantire accesso, sostenibilità e competitività in un contesto globale sempre più complesso. Un primo segnale arriva dal cuore dell’Unione. Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Austria e Irlanda – un quintetto che ha dato vita alla Beneluxa Initiative – hanno lanciato un appello per una “voce unica” europea sul prezzo dei farmaci. Il gruppo, nato per rendere più accessibili i medicinali innovativi e riequilibrare il mercato farmaceutico, ha diffuso una dichiarazione in cui invita l’Europa a superare la logica delle trattative nazionali isolate.
“In tempi geopolitici turbolenti, riteniamo che gli sviluppi attuali nel sistema farmaceutico richiedano unità e coordinamento”, hanno scritto i cinque governi. Una frase che fotografa un contesto in cui la frammentarietà europea rischia di diventare un punto debole, soprattutto di fronte alla politica statunitense che punta a negoziare direttamente con i singoli Stati membri per ottenere prezzi più bassi. I promotori sottolineano che, pur restando la sanità una competenza nazionale, gli Stati europei dovrebbero muoversi nella stessa direzione, condividendo l’obiettivo di preservare sistemi solidali. Tra le ipotesi, l’armonizzazione delle procedure di prezzo e rimborso attraverso meccanismi collaborativi e reciprocamente concordati. Una prospettiva che, se realizzata, potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui l’Europa negozia l’accesso ai farmaci innovativi. Intanto, sul fronte industriale, si registrano segnali di nervosismo. Dopo Boehringer Ingelheim ed Eli Lilly, anche Pfizer sta valutando un ridimensionamento degli investimenti in Germania, dove è in discussione una riforma sanitaria mirata a contenere la spesa farmaceutica. Un segnale che conferma quanto il tema dei prezzi sia diventato un terreno capace di influenzare le strategie delle multinazionali e la competitività dei singoli Paesi.
Restando in Europa, un’altra notizia di rilievo riguarda la Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD). Il Parlamento europeo ha approvato una mozione che chiede la sospensione immediata del regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) e dell’obbligo di trattamento quaternario, introducendo uno “Stop the Clock” fino alla realizzazione, entro fine anno, di una valutazione d’impatto indipendente che dovrà coinvolgere il Comitato per i Medicinali per Uso Umano e l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA).
Con questo voto, Strasburgo riconosce la necessità di approfondire gli effetti che l’attuale impianto della direttiva potrebbe avere sulla disponibilità e sull’accessibilità economica dei medicinali, oltre che sulla continuità delle forniture. Una preoccupazione già espressa dal Consiglio EPSCO, dove 17 Stati membri hanno chiesto alla Commissione europea nuove evidenze prima di procedere con l’attuazione della normativa. Egualia, l’associazione che rappresenta le industrie dei farmaci accessibili, accoglie con favore la decisione del Parlamento. “Finalmente – ha sottolineato Riccardo Zagaria, Presidente Egualia – si riconosce la necessità di approfondire con rigore scientifico e con il coinvolgimento delle autorità sanitarie gli effetti della direttiva sulla disponibilità e sull’accessibilità dei medicinali. La transizione ambientale è un obiettivo che il settore farmaceutico condivide pienamente, ma deve essere perseguita attraverso misure proporzionate, basate su evidenze solide e compatibili con la continuità delle cure”. Zagaria ha ricordato che l’obiettivo ambientale non può essere disgiunto dalla sostenibilità dei sistemi sanitari nazionali, né dalla necessità di garantire ai pazienti un accesso costante ai medicinali essenziali. Per questo Egualia esprime apprezzamento per l’impegno del Governo italiano, e in particolare del Ministro della Salute Orazio Schillaci e del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, che hanno sostenuto con determinazione la necessità di una revisione dell’attuale sistema.
Le due vicende – la richiesta di una strategia europea unitaria sui prezzi e il “fermi tutti”, “Stop the Clock” sulla direttiva acque reflue – raccontano un’Europa che sta cercando di trovare un equilibrio tra innovazione, sostenibilità economica e transizione ambientale. L’Unione, sia pure in affanno tra pressioni geopolitiche e divergenze interne, sembra sempre più consapevole che la salute dei cittadini e la stabilità dei sistemi sanitari richiedono risposte coordinate, basate su evidenze e capaci di guardare al lungo periodo.




