L’HIV ricomincia a correre: “Indispensabile fare i test”

L’Emilia Romagna maglia nera. L’appello di Sandro Mattioli, Presidente dell’associazione Plus aps e Direttore del BLQ Checkpoint 

L’HIV riprende la sua corsa nel nostro Paese e soprattutto in Emilia Romagna. In occasione del 1° dicembre 2024, Giornata Mondiale per la Lotta contro HIV/AIDS, il Centro Operativo AIDS (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità assegna la maglia nera alla Regione Emilia-Romagna per quanto riguarda le nuove diagnosi.

“Anche i dati pubblicati dalla Regione Emilia-Romagna – spiega Sandro Mattioli, Presidente dell’associazione Plus aps e Direttore del BLQ Checkpoint  – confermano l’andamento dell’ultimo triennio che vede un incremento delle nuove diagnosi. Ancora alto il numero di diagnosi tardive, ossia delle persone che ricevono la diagnosi di HIV quando sono ormai in AIDS o prossimi a diventarlo, il 56% del totale. Questo significa che i test di screening non vengono fatti con la necessaria frequenza, le persone tendono a rimandare il test nonostante le molte opportunità offerte in questa Regione a partire dal nostro BLQ Checkpoint dove offriamo gratuitamente test di screening a risposta rapida per HIV, epatite C e sifilide”.

Sono 220 le nuove diagnosi in Emilia-Romagna, un’incidenza del 5% su 100.000 abitanti, di queste il 56% tardive, una percentuale altissima, perfino superiore a quelle registrate in Est Europa. Questo alto livello di diagnosi tardive dimostra l’esistenza di un enorme sommerso nella nostra Regione e sono il motivo principale per cui è vitale che la Regione investa sulla prevenzione e insista sull’esecuzione dei test per HIV.

Si sente spesso dire che l’aspettativa di vita delle persone con HIV è ormai equiparabile a quella della popolazione generale, ma questo è vero solo in caso di diagnosi precoce, quindi il test è ancora vitale.

In questo quadro preoccupante, notiamo con soddisfazione – afferma Sandro Mattioli, Presidente dell’associazione Plus aps e Direttore del BLQ Checkpoint – che il lavoro svolto dal nostro checkpoint che ha un focus sugli MSM (Maschi che fanno Sesso con Maschi) in quanto popolazione chiave, sta dando i risultati sperati stante che, nell’ultimo triennio, il numero delle nuove diagnosi fra MSM è sceso di 10 punti percentuali, passando dal 47% del 2021 al 37% del 2023”.

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