One health, l’impatto ambientale sulla salute: conoscere per prevenire

Ad un anno esatto dalla condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo all’Italia per il disastro ambientale della Terra dei Fuochi l’Associazione “la Nuova Terra e Vita” con il suo presidente, il il medico Maurizio Cappiello, ha promosso in confronto scientifico dal titolo emblematico: “ONE HEALTH: l’impatto ambientale sulla Salute” partendo appunto dal presupposto che la salubrità delle matrici ambientali sia la prima infrastruttura di Salute pubblica su cui devono puntare i sindaci e i governatori dei territori.
Responsabili scientifici dell’incontro Filippina Ciaburri e Ferdinando Fusco: un evento accreditato anche come corso di formazione dall’Ordine dei Giornalisti della Campania. Al centro del dibattito una delle emergenze più rilevanti per la Campania (ma anche per altre regioni atteso che il fenomeno degli sversamenti abusivi di veleni ambientali dell’industria e del settore produttivo investe anche il Centro e il Nord Italia).
il legame tra degrado ambientale, aumento delle patologie e costi sociali ed economici che ne derivano è ampiamente documentato in letteratura. “Nell’ultimo anno finalmente è stata invertita la rotta per questo martoriato territorio ma è difficile recuperare 40 anni di ritardi e di abbandono – ha sottolineato nel suo intervento l’oncologo ed epidemiologo Antonio Marfella, lanciando l’allarme – ora il rischio è che queste operazioni di malaffare si spostino in altre regioni, come la Basilicata e la Puglia, quindi bisogna prestare molta attenzione”. Tanti i punti analizzati dall’epidemiologo nel suo intervento: “Terra dei Fuochi non è un luogo, è un fenomeno industriale. E’ inutile soffermarsi sui rifiuti urbani, il vero problema solo quelli speciali, aumentati esponenzialmente negli ultimi 15 anni (dai 4 milioni del 2009 agli oltre 8 del 2019) per non parlare di quelli prodotti in nero che contano un ulteriore 30%”.
Ma il problema per l’oncologo non è solo Terra dei Fuochi: “Il Porto di Napoli, nonostante uno stanziamento di 30 milioni, non è mai stato elettrificato. Questo significa che è uno dei più inquinati e Napoli ha livelli di biossido di azoto altissimi”. Significativa la testimonianza di don Maurizio Patriciello, sempre al fianco della comunità di Caivano e nello specifico degli abitanti del Parco Verde che ha definito “eroi”. Il prelato, nel suo accorato intervento, ha ringraziato il Prefetto di Napoli Michele Di Bari per la sua attenzione al territorio ed ai bisogni della sua cittadinanza.
Il dibattito, moderato dalla giornalista Fiorella Anzano, ha visto i saluti istituzionali, oltre che del presidente dell’Associazione e dei responsabili scientifici, anche dei presidenti degli Ordini dei Medici e dei Giornalisti di Napoli e della Campania, rispettivamente Bruno Zuccarelli e Ottavio Lucarelli, di Angela Capuano per l’Ordine degli Infermieri e gli interventi del giornalista Pasquale de Simone e di Gennaro Rispoli, già primario di Chirurgia della Asl Napoli 1, storico della medicina che, al termine del dibattito, ha guidato gli ospiti in una visita guidata del Museo del lazzaretto.
Il corso si inserisce nel quadro dell’approccio One Health, che considera la salute umana strettamente connessa a quella dell’ambiente e degli ecosistemi. Una visione integrata che supera la frammentazione delle competenze e promuove politiche coordinate di tutela e prevenzione.

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