Robotica, Cardarelli centro di eccellenza

Il Cardarelli di Napoli è la struttura con la maggiore casistica in Campania per l’utilizzo della chirurgia robotica. Nel 2025 sono stati 640 gli interventi effettuati con il robot Da Vinci al Cardarelli, di cui il 30% circa di urologia, il 35% di chirurgia generale e il 25% tra chirurgia toracica, epato-biliare e ginecologica. I Da Vinci in uso al Cardarelli sono gli ultimi modelli prodotti dalla società americana: gli XI.
La procedura robotica è in uso in modo quotidiano in urologia (prostata, tumori al rene, vescica) e nella chirurgia generale (chirurgia esofago-gastrica, pancreatica, gastroenterologica), in chirurgia toracica, nella chirurgia epato-biliare e in ginecologia. Nel 2024 il Cardarelli è stata la seconda struttura in Italia dopo il Sant’Orsola di Bologna per interventi chirurgici in robotica per tumore al colon retto.
L’impiego del robot da Vinci ha trasformato radicalmente in questi anni l’approccio alla chirurgia mininvasiva, permettendo di eseguire interventi complessi attraverso piccole incisioni e assicurando al paziente benefici importanti in termini di riduzione del dolore post-operatorio (trauma dei tessuti molto contenuto con un uso limitato di farmaci antidolorifici), minori perdite ematiche (basso rischio di emorragie, meno trasfusioni), recupero rapido (tempi di degenza corti con un ritorno veloce alle normali attività quotidiane) e migliore risultato estetico (con piccole cicatrici rispetto ai tagli della chirurgia open).
Anche per il chirurgo i benefici sono evidenti. L’uso del visore consente di ingrandire l’immagine fino a 10 volte, permettendo di distinguere strutture anatomiche molto piccole come nervi e vasi sanguigni, inoltre il software mitiga il tremore fisiologico delle mani e assicura estrema precisione anche in spazi strettissimi.
La procedura robotica viene utilizzata anche nella neurochirurgia, prevalentemente per interventi alla colonna vertebrale. In questo caso la tecnologia robotica permette un’altissima precisione in un campo operatorio estremamente delicato, supportando il chirurgo in procedure ad altissime complessità.
Il Cardarelli sta pensando di dotarsi di una terza postazione di robotica per incrementare l’attività mininvasiva.

Il peso dell’Intelligenza artificiale nella diagnosi sta aumentando sempre di più al Cardarelli. Due gli esempi emblematici: l’algoritmo che punta a scovare il tumore del pancreas precocemente per capire se è operabile e quello che aiuta i radiologi ad individuare fratture minori o occulte, così piccole da poter sfuggire all’occhio mano. Entrambi gli strumenti sono allo studio e in uso presso la Radiologia Generale e di Pronto Soccorso diretta da Sabrina Giovine.
Nel primo caso, i medici del Cardarelli si sono avvalsi della collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (gruppo di ricerca DIETI dei professori Claudio Sterle e Antonio Maria Rinaldi), presso cui è nato il progetto di ricerca condotto dal dirigente radiologo Giuseppina Dell’Aversano Orabona, con una prospettiva inedita nel settore, ossia usare l’intelligenza artificiale non solo per consentire di distinguere attraverso TAC con mezzo di contrasto un pancreas sano da uno malato (risultato legato alle prime due fasi della sperimentazione), ma identificare la massa neoplastica nel pancreas (fase tre), anche di piccole dimensioni, e i suoi rapporti con le strutture circostanti (fase quattro del progetto). E’ l’unico progetto di questo genere in Italia ed è giunto al termine della fase tre (riconoscimento della massa tumorale). Ad oggi, l’algoritmo è stato addestrato con i dati relativi ad 80 pazienti sani e 80 malati. Su ogni paziente vengono effettuate circa 1.000 immagini TAC in fase venosa, da cui viene estrapolato un volume composto da 70-90 fette circa per ogni pancreas. L’addestramento basato sul Deep Learning avviene mediante l’utilizzo di una rete neurale che simula il cervello umano ed impara dalle immagini TAC che vengono segmentate dai Radiologi.
Nei primi mesi del 2026 sono stati introdotti nuovi modelli di intelligenza artificiale per l’analisi delle immagini mediche, basati su grandi quantità di dati e su tecnologie avanzate di interpretazione. Il team di lavoro del Cardarelli sta anche valutando attentamente le prestazioni di questi strumenti open-source, confrontando i loro risultati con quelli dei radiologi attraverso analisi sia quantitative che qualitative. L’obiettivo è capire quanto possano essere affidabili nella pratica clinica quotidiana e con quale livello di confidenza e sicurezza possano supportare l’interpretazione delle immagini radiologiche nella pratica clinica di tutti i giorni, affiancando concretamente il lavoro dei medici nel prossimo futuro. Altra grande innovazione legata all’utilizzo di intelligenza artificiale nella diagnostica è poi rappresentata dall’algoritmo per le fratture minori o occulte in uso alla Radiologie generale del Cardarelli, che in un anno ha consentito una riduzione del 35% dei tempi di attesa per il paziente e un incremento del riconoscimento di fratture piccole e micro del 30%. Tutto ciò con il 10% di errori in meno. I risultati sono stati recentemente presentati al 48esimo World Hospital Congress (IHF 2025) di Ginevra dal dirigente radiologo Marco di Serafino, attraverso uno studio su 105 pazienti arrivati al Cardarelli con sospetto di frattura (19 piccole e 86 grandi articolazioni/segmenti ossei), in cui il software ha evidenziato una sensibilità diagnostica media del 90% grazie all’Ai, con una riduzione significativa dei falsi negativi, in particolare nelle piccole articolazioni. Un dato che si fa ancora più interessante se a ciò si aggiunge l’analisi dei tempi di refertazione, da cui è emersa una diminuzione del 25% per gli esami traumatologici, con un miglioramento accertato del flusso di triage e della gestione dei pazienti in urgenza al Pronto soccorso. L’utilizzo dell’Ai ha inoltre favorito una maggiore omogeneità interpretativa e una riduzione della variabilità inter-osservatore, rafforzando la formazione dei neospecialisti e migliorando la collaborazione tra radiologi e ortopedici.

Il Cardarelli è inoltre sede della RAIN, Robotic Academy Intuitive Naples, fondata sulla collaborazione con ab medica e Intuitive Surgical. Il sistema operativo è composto da 2 robot da Vinci Xi Surgical System e 1 da Vinci Si Surgical System, che permette di affrontare training di formazione, sperimentazione di nuovi materiali e sviluppo di tecnologie pionieristiche in specialità come l’Urologia, Chirurgia Generale, Ginecologia, Chirurgia toracica. Il tutto finalizzato ad offrire importanti benefici all’utente finale, il paziente, che potrà sempre più contare su una chirurgia basata su mini incisioni, con minor sanguinamento, ridotto dolore post-operatorio e tempi di degenza ottimali.
Oltre 2mila i chirurghi formati da maggio 2017 a gennaio 2026 presso il Centro di Biotecnologie del Cardarelli. Collocato in un punto strategico della città, la zona ospedaliera, RAIN mette a disposizione le proprie facilities degli Ospedali che fanno parte del GRIO (Gruppo Robotico Inter-Ospedaliero) che al pari del Cardarelli dispongono di un sistema chirurgico robotico che in tal modo possono migliorare ed accrescere le proprie competenze per poi trasferire il know-how acquisito all’interno delle strutture di provenienza. La Robotic Academy Intuitive Naples è uno dei venti centri di formazione ufficiali Intuitive nel mondo.

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