Spallanzani e villa Maraini accanto alle sex worker per contrastare hiv e infezioni sessualmente trasmissibili

In occasione della European Testing Week, organizzata dall’Istituto Nazionale per le Malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” Irccs in collaborazione con diverse istituzioni e associazioni, nella serata di venerdì 22 novembre, il camper di Villa Maraini – CRI con gli operatori delle due realtà hanno raggiunto le vie romane più frequentate dalla prostituzione con l’obiettivo di proporre alle sex workers test rapidi per Hiv, Hcv e sifilide, offrendo loro un percorso di prevenzione e di protezione dei rapporti e, in caso di positività, inserirle nel percorso di cura garantito dallo Spallanzani.

Per il Commissario straordinario dell’INMI Spallanzani, Cristina Matranga, e per il Direttore del Dipartimento clinico dell’Istituto, Andrea Antinori, “L’uscita come unità di strada con le lavoratrici del sesso, in collaborazione con Villa Maraini – CRI, vuole essere un intervento attivo su una popolazione altamente vulnerabile in cui marginalizzazione sociale e criminalizzazione ostacolano un efficace percorso di prevenzione. L’OMS ha identificato quella delle lavoratrici del sesso come una popolazione chiave su cui concentrare sforzi e iniziative per aumentare la consapevolezza sui rischi di trasmissione di HIV e diffondere strumenti di prevenzione. È anche un modo per ridurre lo stigma nei confronti di queste persone e riaffermare la vocazione dello Spallanzani negli interventi socio-sanitari”.

L’intervento di venerdì sera si inserisce nel più ampio accordo quadro per lo svolgimento di attività di interesse comune stipulato nei giorni scorsi dalle due realtà. Un accordo che nasce dalla consapevolezza della difficoltà di gestione medica, sociale e psicologica di alcune tipologie di pazienti, in particolare abusatori di sostanze per via endovenosa, che spesso associano al disagio causato dall’essere affetti da patologie infettive, per lo più croniche, quello derivante dall’uso di sostanze stupefacenti e dalla presenza contemporanea di patologie psichiatriche. Nello specifico, gli ambiti di collaborazione prevedono quanto segue:

  • Cura e prevenzione farmacologica presso lo Spallanzani degli utenti della Fondazione affetti da patologie infettive; diagnosi e cura delle epatiti virali ed eventuale valutazione per l’inserimento dell’utente nel percorso trapiantologico del fegato.
  • Accesso preferenziale per gli utenti dell’INMI Spallanzani presso la Fondazione con accoglienza dei pazienti con problemi di dipendenza patologica da sostanze per programmi di recupero.

Inoltre, il Centro Notturno della Fondazione Villa Maraini – CRI si impegnerà a mettere a disposizione due posti letto per gli utilizzatori di sostanze inviati dall’INMI. Questi pazienti, autosufficienti, potranno permanere per cinque notti, prolungabili a discrezione degli operatori della Fondazione, e saranno in alternativa al ricovero presso l’INMI, nel caso ci sia la possibilità di seguire il paziente in regime DH, o alla dimissione dal reparto di degenza.

“Ci sono voluti quasi 50 anni, nonostante la vicinanza geografica, per siglare questo che ritengo un accordo strategico, tra un Ospedale pubblico e la nostra Fondazione, che prevede una collaborazione nel campo del trattamento di soggetti vulnerabili e/o con problemi di dipendenza patologica da sostanze e malattie infettive”. Lo ha detto il fondatore di Villa Maraini-CRI, Massimo Barra, che aggiunge: “La nostra idea è non attendere, ovvero raggiungere in strada quei soggetti che non andrebbero in ospedale per farsi i test HIV ed Epatite C, né tantomeno per chiedere aiuto in caso di abuso di sostanze. Lo Spallanzani ci darà la possibilità di avere un canale preferenziale per inserire in percorsi di cura questi utenti e invierà anche i suoi medici, al fianco dei nostri operatori delle Unità di Strada, per raggiungere, come stanotte, anche le sex workers, svolgendo così un’utilissima azione di salute pubblica”.

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