Tosse, affanno, astenia: sintomi (spesso ignorati o travisati) da prendere di petto

Asma e broncopneumopatie sono tra le affezioni più diffuse. La SIMG, Società Italiana di Medicina Generale, lancia il progetto “Ampio Respiro”. Medici di famiglia perno della prevenzione e della presa in carico territoriale

Le malattie respiratorie croniche rappresentano una delle principali sfide per i sistemi sanitari moderni. Sono diffuse, spesso silenziose nelle fasi iniziali e capaci di compromettere profondamente la qualità della vita. Tosse persistente, fiato corto, catarro frequente o stanchezza insolita vengono spesso attribuiti allo stress, all’età o a banali infezioni stagionali, ritardando diagnosi e trattamenti. In un contesto in cui la medicina territoriale è chiamata a intercettare senza indugi i bisogni di salute, il ruolo del medico di famiglia diventa centrale. È in questa cornice che nasce “Ampio Respiro”, il nuovo progetto nazionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie, pensato per rafforzare la capacità di riconoscere i primi segnali di rischio e costruire percorsi personalizzati per i pazienti respiratori.

Tosse persistente, fiato corto, respiro sibilante, catarro frequente e stanchezza insolita (astenia) sono sintomi spesso sottovalutati, ma che possono rappresentare i primi segnali di una malattia respiratoria cronica. Intercettarli precocemente, orientare correttamente il paziente e rafforzare il ruolo del medico di famiglia nella prevenzione e nella presa in carico territoriale: è questo l’obiettivo di “Ampio Respiro – Percorsi personalizzati nelle patologie respiratorie”, il progetto nazionale della SIMG, Società Italiana di Medicina Generale, presentato presso la sala stampa della Camera dei Deputati, iniziativa dell’onorevole Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali.

Le patologie respiratorie croniche come asma e BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) sono molto diffuse, spesso sottovalutate o travisate, con un impatto rilevante sulla qualità della vita dei pazienti e sull’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. “Questo progetto punta a istituire un percorso integrato che unisce formazione dei medici, informazione ai cittadini e strumenti pratici per la gestione quotidiana del paziente respiratorio”, ha spiegato il moderatore Daniel Della Seta nella sua introduzione. Le affezioni respiratorie croniche spesso iniziano in modo subdolo. Tosse persistente, difficoltà a fare sforzi, fiato corto o respiro sibilante possono essere segnali iniziali che il paziente tende a minimizzare. Proprio per questo, il medico di medicina generale rappresenta il primo presidio per riconoscere il rischio che, da bronchi e polmoni, si estende a tutto l’organismo, e avviare un percorso diagnostico e terapeutico appropriato.

“Respirare bene è un presupposto essenziale per la nostra salute”, ha sottolineato Tecla Mastronuzzi, Responsabile Macroarea SIMG Prevenzione. “Molte patologie respiratorie cominciano con sintomi sfumati, che nella vita quotidiana possono essere sottovalutati. Il progetto Ampio Respiro vuole aiutare cittadini e medici ad agire prima che le condizioni dell’apparato respiratorio tendano a deteriorare: anticipare le mosse significa vivere meglio, ridurre le riacutizzazioni e migliorare la qualità della vita. La salute respiratoria non deve essere affrontata solo in ospedale o nelle fasi avanzate della malattia, ma nella quotidianità delle persone, negli ambulatori dei medici di famiglia, nella prevenzione dei fattori di rischio, nella diagnosi precoce e nella continuità assistenziale”.

La BPCO riguarda circa il cinque-sei per cento della popolazione italiana, pari a circa tre milioni e mezzo di persone, ed è una patologia che può cambiare profondamente la vita del paziente. “Il problema”, ha affermato Andrea Zanché, Responsabile Macroarea SIMG Cronicità, “è che molti cittadini non percepiscono il rischio respiratorio con la stessa attenzione che riservano ad altre patologie, come quelle cardiovascolari. Per questo serve una medicina di iniziativa: non aspettare che il paziente arrivi quando la malattia è avanzata, ma cercare precocemente i soggetti a rischio, riconoscere i sintomi, favorire la diagnosi e avviare tempestivamente le terapie disponibili”.


Il programma si sviluppa attraverso diversi strumenti integrati. Il primo è una FAD nazionale, una offerta formativa rivolta ai medici che si sviluppa inizialmente nell’arco dei dodici mesi, pensata per rafforzare competenze cliniche e organizzative nella diagnosi precoce, nella stratificazione del rischio e nella gestione integrata delle cronicità. Il percorso affronta temi come asma, BPCO, spirometria, appropriatezza terapeutica, aderenza alla terapia inalatoria, riabilitazione respiratoria, vaccinazioni, prevenzione delle riacutizzazioni e sostenibilità ambientale. Accanto alla formazione professionale, sono stati predisposti strumenti informativi rivolti ai cittadini, e materiali divulgativi da veicolare attraverso gli ambulatori dei medici. I contenuti richiamano i principali fattori di rischio – fumo, ambiente, lavoro, infezioni respiratorie – e i segnali da non ignorare, spiegando che prima si arriva alla diagnosi, meglio si può intervenire. “Le istituzioni devono sostenere percorsi che aiutino a intercettare prima le malattie croniche e a garantire cure più vicine alle persone”, ha dichiarato l’onorevole Luciano Ciocchetti. “Aver portato questo confronto in sede istituzionale significa valorizzare il ruolo della prevenzione, della medicina territoriale e dell’informazione corretta ai cittadini”. Alla conferenza stampa hanno portato le loro testimonianze Tiziana Nicoletti, Responsabile Coordinamento Associazioni di Malati Cronici e Rari di Cittadinanzattiva; Josuel Ora, ricercatore dell’Università di Roma Tor Vergata; e Dejan Radovanovic, ricercatore dell’Università di Milano.

“Ampio Respiro è un progetto di sistema perché tiene insieme tre livelli: cittadini, medici e istituzioni”, ha spiegato Alessandro Rossi, Presidente nazionale SIMG. “Vogliamo rafforzare il ruolo della medicina generale nella prevenzione, nell’identificazione precoce e nella gestione continuativa delle patologie respiratorie croniche. Il medico di famiglia conosce il paziente, intercetta i sintomi nel tempo e può costruire percorsi personalizzati, in collaborazione con gli specialisti e con il territorio”. Questo progetto è patrocinato da AIPO‑ITS e SIP, le principali organizzazioni della pneumologia italiana, e realizzato con il contributo non condizionante di AstraZeneca, GlaxoSmithKline GSK, Istituto Luso Farmaco, Teva Italia, Laboratorio Farmaceutico C.R. e Zambon Italia.

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