L’appello alla prevenzione e alla gestione corretta delle terapie (anticoagulanti), arriva da Daniela Poli, Past President della Federazione dei Centri e degli Specialisti esperti nella gestione dei pazienti in terapia anticoagulante e antitrombotica (FCSA) e responsabile del Centro Trombosi – AOU Careggi di Firenze.
Le malattie trombotiche rappresentano una delle principali sfide sanitarie del nostro tempo, coinvolgendo una larga fetta della popolazione italiana. È quanto sottolinea Daniela Poli, Past President della Federazione dei Centri e degli Specialisti esperti nella gestione dei pazienti in terapia anticoagulante e antitrombotica (FCSA) e responsabile del Centro Trombosi – AOU Careggi di Firenze, durante l’intervista rilasciata a Roma in occasione dell’evento “Per combattere la Trombosi non rimaniamo in panchina”, promosso da Motore Sanità con il contributo non condizionante di Viatris.
Una patologia diffusa, non solo negli anziani
“La trombosi è una patologia estremamente ampia – spiega Poli – che va dal tromboembolismo venoso alle trombosi cerebrovascolari, come infarto e ictus cerebrale.” Oltre 2,5 milioni di persone in Italia sono in terapia anticoagulante: circa il 60% di questi per la prevenzione dell’ictus correlato alla fibrillazione atriale, e un altro terzo per il trattamento o la prevenzione di trombosi venose o embolie polmonari.
Poli sottolinea che si tratta di una condizione che non interessa solo le persone anziane: “Un terzo dei pazienti in trattamento è giovane. Dobbiamo superare l’immaginario che vede queste patologie legate esclusivamente all’età avanzata.”
Informazione e formazione: vivere con la terapia anticoagulante
La gestione della terapia anticoagulante richiede un percorso di informazione e formazione costante del paziente.
“Molte persone devono assumere questi farmaci per lunghi periodi, in alcuni casi per tutta la vita – spiega Poli –. È fondamentale che imparino a convivere con la terapia, conoscendone rischi e benefici, e che siano seguiti da strutture capaci di monitorarne la sicurezza.” Le attività di sorveglianza dei centri specialistici consentono di intercettare i momenti di difficoltà, correggere le condizioni di rischio e migliorare l’aderenza alla terapia, riducendo complicanze e sprechi.
Il ruolo della ricerca indipendente
Un punto centrale del lavoro della FCSA e della Fondazione Arianna è la ricerca clinica indipendente, che raccoglie dati reali dalla pratica quotidiana: “Con oltre 150 centri partecipanti e un registro che include circa 30.000 pazienti – spiega Daniela Poli – possiamo monitorare le diverse malattie trombotiche: dalla fibrillazione atriale al tromboembolismo venoso, fino a condizioni rare come la sindrome da anticorpi antifosfolipidi o i portatori di protesi valvolari meccaniche.” L’obiettivo, prosegue Poli, è comprendere le esigenze del territorio e favorire un miglior uso delle risorse sanitarie, adattando i trattamenti alle vere necessità dei pazienti.
Uso appropriato dei farmaci e sostenibilità
Nonostante i progressi, resta aperta la sfida dell’appropriatezza terapeutica: “Troppo spesso – avverte Poli – questi farmaci vengono utilizzati in modo non corretto, per dosaggi o durate inappropriate. Questo aumenta i rischi trombotici ed emorragici, oltre a generare sprechi.” Da qui l’appello alla conoscenza e alla responsabilità condivisa tra professionisti e pazienti, perché un uso più consapevole e oculato delle terapie anticoagulanti è la chiave per ridurre le complicanze e migliorare la qualità della vita.
Il messaggio di Daniela Poli è chiaro: la lotta alla trombosi passa da educazione, ricerca e appropriatezza terapeutica. Solo unendo la competenza clinica, la formazione del paziente e l’impegno nella ricerca indipendente sarà possibile garantire cure più efficaci e sostenibili, migliorando davvero la vita di milioni di persone che convivono con queste patologie.
Daniela Poli, Past President della Federazione dei Centri e degli Specialisti esperti nella gestione dei pazienti in terapia anticoagulante e antitrombotica (FCSA) e responsabile del Centro Trombosi – AOU Careggi di Firenze




