Vaccini, in Campania si inizia dal 1 ottobre immunizzazioni anche negli ospedali

Dal 1° ottobre prende il via in Campania, in anticipo rispetto al 14 ottobre che coinvolge la maggior parte delle altre, la somministrazione gratuita di vaccini anti-influenzali ai soggetti vulnerabili secondo quanto previsto dal Piano vaccinale 2025/2026. La vaccinazione è una efficace forma di prevenzione e protezione contro le forme più gravi di influenza, fondamentale per i soggetti più vulnerabili, quali gli anziani o i soggetti con cronicità: attraverso la vaccinazione diventa possibile ridurre le ospedalizzazioni e le complicanze dettate dai virus influenzali, riducendo notevolmente l’impatto sul sistema sanitario. La vaccinazione per i soggetti a rischio di complicanze è gratuita e viene effettuata dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta che hanno aderito alla campagna o con accesso presso i Centri vaccinali dei distretti sanitari delle aziende sanitarie territoriali. La campagna prevede la somministrazione di vaccinazioni gratuite a tutti i soggetti di età pari o superiore a 60 anni bambini di età compresa tra 6 mesi e 6 anni, soggetti di età compresa tra i 7 e i 59 anni affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in gravidanza e nel periodo postparto, bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, familiari e contatti di soggetti ad alto rischio di complicanze, personale sanitario, soggetti di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti, personale di servizi pubblici, lavoratori a contatto con animali e donatori di sangue.
I vaccini autorizzati sono prodotti biologici sicuri poiché sottoposti ad una serie di rigorosi controlli che vengono effettuati sia durante la produzione e prima della loro immissione in commercio, sia dopo la loro commercializzazione, rispondendo agli standard previsti dalle autorità nazionali e internazionali.
Coinvolti in Campania anche gli ospedali per la somministrazione diretta dei vaccini ai ricoverati o in visita nei day hospital. Tra questi l’istituto tumori Pascale di Napoli. Vaccinarsi dunque non solo per difendersi dalle infezioni ma anche per immunizzarsi e affidarsi con fiducia alle terapie oncologiche che hanno quasi sempre un risvolto immunosoppressore che espone ad una maggiore virulenza delle infezioni contratte in corso di terapia. Ecco perché i pazienti oncologici campani devono vaccinarsi tutti e la Regione deve implementare le immunizzazioni anti Covid-19, anti-influenzale, anti-pneumococcica e anti Herpes Zoster. L’appello degli specialisti arriva direttamente dal convegno “La Vaccinazione nel paziente. oncologico” organizzato proprio dalla Fondazione AIOM, dall’Istituto dei tumori di Napoli e dalla Rete oncologica campana e viene inserito 
a pieno titolo nella campagna nazionale che prevede un tour di sensibilizzazione in 10 Regioni con incontri con oncologi medici, associazioni pazienti e altre figure del team multidisciplinare. Un progetto reso possibile grazie al contributo non condizionante di GlaxoSmithKline.
«Ogni anno in Campania i nuovi casi di tumore registrati sono oltre 35mila – sottolinea Alfredo Budillon, direttore scientifico del Pascale – i pazienti corrono rischi maggiori di contrarre patologie con complicanze talvolta pericolose. Per esempio, tra chi è colpito da una neoplasia  l’Herpes Zooster si è dimostrata una correlazione maggiore del 40% rispetto al resto della popolazione. Ciò è dovuto ad una minore efficienza immunitaria provocata dalla malattia e dalle terapie. Anche l’influenza stagionale può esporre un malato oncologico a complicanze talvolta mortali, come la polmonite. Le vaccinazioni sono quindi funzionali ai trattamenti anti-tumorali e devono essere somministrate tenendo conto delle condizioni di salute generali e del percorso di cura. Spetta all’oncologo stabilire il calendario vaccinale e sensibilizzare pazienti e caregiver».
Purtroppo non sempre ciò avviene. Negli ultimi anni si è notato, infatti, una certa “esitazione vaccinale” dovuta a falsi miti sul rapporto tumori-vaccini. «È invece indispensabile – sottolinea Franco Perrone, presidente nazionale Aiom e ricercatore del Pascale – promuovere una maggiore cultura sul tema sia tra gli specialisti che fra la popolazione».
Assai impegnata su questo fronte è anche la Rete oncologica campana (ROC) coordinata dall’Istituto Pascale. «Tra i compiti della Rete – dice Sandro Pignata, oncologo del Pascale e responsabile scientifico ROC – vi è anche la promozione delle vaccinazioni e siamo convinti che debba iniziare da una corretta informazione. È un aspetto sempre più importante nella lotta al cancro, che per molte forme siamo in grado di cronicizzare. Da un punto di vista operativo come Rete abbiamo creato percorsi vaccinali ad hoc per le persone fragili o immunodepresse. Lasanità pubblica territoriale deve erogare le immunizzazioni e se è necessario come ROC mettiamo a disposizione operatori specialistici che aiutano il sistema delle cure primarie. In alternativa, si può prevedere la vaccinazione direttamente nelle divisioni di oncologia dove il paziente già riceve visite e trattamenti. Questo comporta diversi benefici fra cui una maggiore adesione alla vaccinazione stessa. Infine, un ruolo rilevante deve essere svolto dai medici di medicina generale che a loro volta devono sensibilizzare e informare i singoli assistiti».
La campagna La Vaccinazione nel Paziente oncologico è stata lanciata lo scorso aprile da Fondazione AIOM per promuovere il valore delle vaccinazioni tra i malati di tumore. Oltre al tour in 10 Regioni prevede la diffusione di opuscoli, un portale informativo (vaccininelpazienteoncologico.it), spot di sensibilizzazione e attività sui social media.

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