Cronotipo e sonno: il ritmo naturale che influenza fame, energia e benessere


Dormire poco o fuori fase altera metabolismo e ormoni. Dalla classificazione di Breus ai dati italiani sui disturbi del sonno, cresce l’interesse per il legame tra riposo e salute.

Non è solo una questione di calorie o di movimento. Secondo la biologa nutrizionista Leslye Pario, il vero punto di partenza per prendersi cura della propria alimentazione è il sonno. Non solo in termini di quantità, ma soprattutto di qualità e ritmo naturale. Quando il sonno è disturbato o non in linea con il nostro cronotipo, si altera la produzione di diversi ormoni, tra cui quelli che regolano fame e metabolismo. La scienza del sonno ha fatto grandi passi avanti negli ultimi anni, superando la distinzione tradizionale tra “gufi” e “allodole”. Oggi si parla di cronotipi animali: leoni, orsi, lupi e delfini, una classificazione proposta dallo psicologo americano Michael Breus. Ciascun tipo segue un proprio orologio biologico, con orari ideali per addormentarsi, svegliarsi e svolgere attività fisica o mentale. Conoscere il proprio cronotipo non è solo una curiosità: aiuta ad adattare stile di vita, alimentazione e soprattutto il ritmo del sonno in modo coerente con la propria fisiologia.

Fame, ormoni e chili in più

Nel libro “Vinci stress, peso e pancia gonfia” (Red Edizioni, 202 pagine), Pario approfondisce in un intero capitolo – intitolato “Dolce dormire” – le conseguenze metaboliche della deprivazione di sonno. Dormire poco o male provoca un aumento del cortisolo, ormone dello stress che rallenta il metabolismo, favorendo l’accumulo di grasso viscerale. Ma gli effetti non si fermano lì. Chi dorme meno di sei ore per notte, spiega Pario, vede ridotta la produzione di leptina, l’ormone che stimola il senso di sazietà, e un aumento della grelina, l’ormone che stimola l’appetito. Il risultato è una maggiore tendenza a mangiare fuori pasto, desiderio di zuccheri e difficoltà nel mantenere un regime alimentare bilanciato. A lungo andare, questo squilibrio può portare a un incremento del BMI (indice di massa corporea) e aumentare il rischio di sindrome metabolica. Inoltre, un sonno disturbato influisce negativamente sulla secrezione di insulina e sulla regolazione della glicemia, aumentando il rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Uno studio pubblicato su Diabetes Metabolism Research and Review ha dimostrato che gli adulti insonni hanno un rischio maggiore del 16% di sviluppare la malattia rispetto a chi dorme regolarmente.  

Dormire seguendo il proprio cronotipo

Nel suo approccio nutrizionale, il metodo C.A.L.M.A.® (Cambia Ali Mente Azione), Leslye Pario integra anche strategie per riconoscere e rispettare il cronotipo. Una persona “leone”, ad esempio, tende a svegliarsi naturalmente intorno alle 5:30 e ha un picco di attività mentale nelle prime ore della giornata. Il “lupo”, al contrario, è attivo nel tardo pomeriggio e fa fatica a svegliarsi presto. L’”orso” rappresenta circa il 60% della popolazione: segue il ritmo naturale del sole, si sveglia tra le 6:30 e le 7:30 e ha il suo picco tra metà mattina e primo pomeriggio. Il “delfino”, infine, è spesso disturbato nel sonno, ha difficoltà ad addormentarsi e a mantenere un sonno profondo. Rispettare queste inclinazioni permette di programmare meglio orari dei pasti, attività fisica e momenti di riposo, favorendo un dimagrimento più efficace e duraturo. Pario lo considera il primo passo per un reale cambiamento dello stile di vita, soprattutto per chi ha vissuto in prima persona un rapporto conflittuale con il cibo, come lei. Dopo la sua guarigione dalla bulimia, ha trasformato quell’esperienza in un percorso professionale che unisce scienza, empatia e ascolto del corpo. In Italia, secondo l’Associazione Italiana per la Medicina del Sonno (AIMS), 13,4 milioni di persone soffrono di disturbi del sonno, ma quasi la metà non fa nulla per migliorare la propria condizione. Tra le cause principali ci sono stress, abitudini scorrette e disturbi come le apnee notturne, che colpiscono circa 12 milioni di italiani, spesso senza diagnosi. Il messaggio che emerge è chiaro: dormire bene è un atto di cura, e non solo per sentirsi riposati. È un tassello chiave del nostro equilibrio fisico, mentale e metabolico.

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