Un batterio commensale dell’intestino usato contro il tumore del colon

Utilizzare vettori biologici come i virus per combattere il cancro non è un’idea nuova ma finora sono stati soprattutto i virus svuotati del proprio patrimonio genetico e ingegnerizzati per alcuni antigeni virali sul modello dei vaccini a Rmna a giocare la parte del leone. Uno schema che rimanda alle sperimentazioni alcune promettenti e avanzate di vaccini capaci di generare le proteine del tumore e di indurre una risposta immunitaria contro le cellule tumorali sia con una risposta umorale sia anticorpale. Ebbene questo schema generale ma con l’utilizzo di batteri è al centro di una innovativa ricerca condotta da un team di ricercatori, guidato da Christopher D. Johnston e pubblicato su una rivista del gruppo Nature che ha scoperto che il batterio Fusobacterium nucleatum può colonizzare efficacemente i tumori colorettali umani. Questo batterio potrebbe essere utilizzato dunque come veicolo per terapie cellulari microbiche (MCT) per trattare questo tipo di cancro schiudendo una linea di ricerca che utilizza questa nuova strategia su cui peraltro si basano anche molte ricerche che vedono nei “batteri buoni” del microbiota intestinale, un presupposto di efficace prevenzione di questo tipo di cancro. Microbiota influenzato dall’alimentazione che ritorna dunque indirettamente a svolgere anche per questo una funzione preventiva.
La ricerca in questo caso illustra però il potenziale di utilizzo dei microbi che colonizzano l’intestino in terapia oncologica, come “cavallo di Troia” per uccidere i tumori dall’interno. I ricercatori hanno identificato come detto un particolare batterio, il Fusobacterium nucleatum, che naturalmente infetta i tumori colorettali umani e potrebbe essere ingegnerizzato per consegnare terapie anticancro. Il Fusobacterium un è un commensale anche della cavità orale umana e svolge un ruolo nella patologia parodontale e viene comunemente ritrovato in diverse monoculture e colture miste di infezioni microbiche negli esseri umani e negli animali. È un componente chiave della placca parodontale grazie alla sua abbondanza e alla sua capacità di coaggregarsi con altre specie di batteri del cavo orale e capace di migrare da questa nell’intestino.

L’approccio
I ricercatori hanno adottato un approccio diverso rispetto ai precedenti tentativi di ingegnerizzare batteri per consegnare terapie anticancro. Invece di utilizzare batteri patogeni o probiotici, hanno identificato batteri che già naturalmente infettano i tumori umani e li hanno ingegnerizzati per consegnare loro terapie anticancro da rilasciare in situ.

I risultati
La ricerca ha mostrato risultati molto promettenti: il batterio Fusobacterium nucleatum può essere efficacemente utilizzato per effettuare cure anticancro mirate alla maggior parte dei tumori del colon. Ora i ricercatori stanno lavorando per definire la base genetica dell’infiltrazione tumorale di questo batterio e per sviluppare sistemi di espressione controllata per le terapie. La ricerca ha il potenziale di aprire nuove strade per il trattamento dei tumori non solo del colon. I ricercatori sperano di poter utilizzare questo approccio per sviluppare terapie più efficaci e personalizzate per i pazienti con cancro.
Il lavoro di Christopher D. Johnston ricercatore indipendente a Houston è stato riconosciuto come finalista nel programma Nature Awards Microbiome Accelerator, che fornisce supporto e finanziamenti per lo sviluppo di terapie innovative basate sul microbioma.

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