Riflettori puntati su una patologia complessa per la quale si stanno approntando servizi personalizzati, terapie efficaci e campagne di prevenzione. La posizione degli specialisti AME
In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, si concentra l’attenzione su una patologia cronica sempre più diffusa, che incide profondamente sulla salute e sulla qualità di vita di milioni di persone. L’obesità non è una semplice condizione legata allo stile di vita, ma una malattia complessa che richiede diagnosi, presa in carico e terapie appropriate. “L’obesità è una patologia cronica che necessita di cure strutturate, non di soluzioni improvvisate. Oggi abbiamo finalmente strumenti terapeutici efficaci che permettono non solo una significativa riduzione del peso corporeo, ma anche un miglioramento concreto delle complicanze associate”, dichiara l’endocrinologo Marco Chianelli, coordinatore della Commissione Obesità AME.
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha messo a disposizione farmaci innovativi che hanno dimostrato risultati molto rilevanti. Studi clinici internazionali evidenziano riduzioni del peso corporeo che possono arrivare fino al 15–20% nei pazienti trattati, con benefici che si estendono anche alle patologie correlate, come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e sindrome metabolica. Particolarmente significativi sono i dati che mostrano miglioramenti non solo metabolici, ma anche funzionali. In alcuni studi è stato osservato un aumento dell’autonomia di marcia nei pazienti con diabete e obesità già dopo sei mesi di trattamento, con una maggiore capacità di camminare e una riduzione dei sintomi legati alla scarsa perfusione degli arti inferiori. Altri studi hanno evidenziato effetti positivi sulla malattia epatica metabolica, con riduzione dei processi infiammatori e della fibrosi, segnali importanti di un possibile impatto sulla progressione del danno epatico.
Accanto ai progressi terapeutici, il 2025 ha segnato un passaggio storico per l’Italia. Con la Legge n. 149 del 3 ottobre 2025, l’obesità è stata ufficialmente riconosciuta come malattia cronica, progressiva e recidivante.
L’Italia è il primo Paese al mondo a dotarsi di una normativa specifica in materia. Il provvedimento prevede l’inserimento progressivo delle prestazioni per la prevenzione e la cura dell’obesità nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e l’istituzione di un Osservatorio nazionale presso il Ministero della Salute per il monitoraggio epidemiologico e il coordinamento delle strategie di intervento. “La legge rappresenta una svolta culturale prima ancora che sanitaria”, sottolinea Chianelli. “Significa riconoscere che l’obesità non è una responsabilità individuale, ma una malattia che richiede il sostegno del Servizio Sanitario Nazionale. L’accesso graduale alle prestazioni diagnostiche e ai farmaci innovativi, oggi spesso interamente a carico del paziente, sarà un passo fondamentale verso una maggiore equità”.
Il percorso di attuazione sarà progressivo e richiederà tempo. Le prime categorie a beneficiare dell’estensione delle prestazioni saranno i pazienti a più alto rischio, come coloro che presentano cardiopatie ischemiche o che hanno già avuto eventi cardiovascolari, per i quali la riduzione del peso può tradursi in un beneficio clinico significativo.
Un altro pilastro della legge è il Piano Nazionale per la prevenzione dell’obesità, che prevede iniziative per favorire l’attività fisica, campagne di informazione sui media e programmi educativi orientati alla promozione di stili di vita sani e consapevoli. La Giornata Mondiale dell’Obesità 2026 si colloca dunque in un momento di forte cambiamento: da un lato l’innovazione terapeutica, dall’altro un riconoscimento normativo senza precedenti. Un doppio segnale che apre prospettive concrete per milioni di persone e rafforza l’impegno verso una gestione moderna, scientificamente fondata e priva di stigma di questa malattia.




