Ordine dei Medici di Napoli, Zuccarelli consegna ad Anelli le proposte di modifica del Codice deontologico

Dal fine vita alla formazione dei giovani medici, fino all’intelligenza artificiale: “Servono regole chiare per accompagnare i cambiamenti della medicina e tutelare la dignità della persona”
Il Presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia, Bruno Zuccarelli, ha consegnato oggi al Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, il documento contenente le proposte di modifica del Codice di Deontologia medica approvate dall’OMCeO Napoli. La consegna è avvenuta in occasione del convegno “Bioetica e Biodiritti ai confini della Vita sul Nascere e sul Morire”, tenutosi presso all’Auditorium dell’Ordine dei Medici di Napoli, con una relazione introduttiva dello stesso Anelli. Le proposte elaborate dall’Ordine partenopeo toccano alcuni dei nodi più delicati della medicina contemporanea e si articolano lungo tre direttrici principali: fine vita e proporzionalità delle cure, deontologia della relazione formativa tra medico docente e medico discente, uso dei sistemi di intelligenza artificiale nella relazione di cura. “Abbiamo ritenuto doveroso offrire un contributo serio e responsabile al confronto nazionale sul Codice deontologico – dichiara Bruno Zuccarelli – perché la professione medica è oggi attraversata da trasformazioni profonde che interrogano la coscienza professionale prima ancora della tecnica. Il nostro obiettivo non è inseguire il dibattito pubblico, ma fornire ai medici riferimenti etici chiari, attuali e coerenti con la centralità della persona”. Per quanto riguarda il fine vita le proposte puntano a rafforzare il richiamo al controllo del dolore e all’adeguato ricorso alle cure palliative come trattamenti appropriati e proporzionati. “Il medico – aggiunge Zuccarelli – deve poter contare su un quadro deontologico chiaro, deve saper distinguere con chiarezza tra cura, accanimento e accompagnamento. Rafforzare nel Codice il riferimento alle cure palliative significa affermare che la dignità della persona va tutelata sempre, anche quando non vi è più possibilità di guarigione”. Il tema, del resto, è tornato con forza anche nel dibattito campano degli ultimi mesi. Da un lato, a Napoli, il caso di una donna affetta da SLA che ha presentato ricorso dopo il diniego all’accesso al suicidio medicalmente assistito ha riportato l’attenzione sui tempi, sulle procedure e sui limiti del quadro attuale. Ampio spazio è dedicato all’intelligenza artificiale, con una proposta organica che introduce principi e limiti per il suo utilizzo in medicina. Il testo ribadisce che l’IA può rappresentare un supporto alla pratica clinica, alla ricerca e all’organizzazione sanitaria, ma non può sostituire il giudizio clinico del medico né la relazione fiduciaria con il paziente. Tra i punti qualificanti figurano la trasparenza verso il paziente, la spiegabilità dei processi, la responsabilità professionale non delegabile, la tutela della privacy, il divieto di paternalismo algoritmico e l’esigenza che il consenso informato resti atto esclusivo del medico. “La tecnologia – conclude Zuccarelli – deve restare uno strumento e non diventare un alibi. Anche nell’epoca dell’intelligenza artificiale il medico deve continuare ad assumersi la responsabilità delle decisioni, a informare con chiarezza e a custodire il valore umano della relazione di cura. Innovazione e deontologia devono camminare insieme”. Il documento consegnato al Presidente Anelli intende così offrire un contributo napoletano e campano al confronto nazionale sul futuro della professione. Il dibattito di ieri ha poi portato alla luce tante esperienze vissute sul campo dai medici che ogni giorno si confrontano con temi così difficili e delicati qual è il fine vita, anche in ambito pediatrico. Notizia emersa ieri, il direttore del Pascale Maurizio Di Mauro ha annunciato la creazione di una degenza dedicata al fine vita e la definizione di linee guida e protocolli che servano a migliorare ancor più un corretto approccio nei confronti di pazienti con malattie terminali. Insomma, un dibattito molto concreto sul tema dei biodiritti riguardanti il nascere e il morire in Italia. Materia complessa, in continua evoluzione, che si muove tra l’esigenza della tutela della vita, della libertà di coscienza e il principio di autodeterminazione individuale. Tema sul quale occorre evitare ogni approccio ideologico o strumentalizzazione politica.

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