L’Italia punta a essere capofila nella sua attuazione. Insomma, dalla visione europea a una risposta nazionale per quella che rappresenta la prima causa di morte in Italia, con profonde disuguaglianze territoriali e di genere e un impatto economico che supera i 42 miliardi di euro l’anno tra costi sanitari diretti, perdita di produttività e costi sociali
Su iniziativa dell’Intergruppo Parlamentare “Prevenzione e Riduzione del Rischio” nasce l’evento nazionale “Cuori Sicuri: Italia capofila nell’attuazione della strategia europea Safe Hearts Plan”, presentato oggi a Roma presso Palazzo Wedekind. Promosso da Motore Sanità, con il contributo non condizionante di MSD, l’appuntamento si propone come un momento di confronto e indirizzo tra istituzioni, comunità scientifica e stakeholder del sistema salute, per analizzare i contenuti strategici del Piano europeo e valutarne le implicazioni per il Servizio Sanitario Nazionale. Al centro del dibattito: le opportunità offerte dalla digitalizzazione, dall’intelligenza artificiale e dalla ricerca farmacologica innovativa, insieme alla necessità di affrontare in modo strutturato le disuguaglianze territoriali e sociali nella prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari.
Le malattie cardiovascolari rappresentano, a livello globale ed europeo, la prima causa di mortalità. Colpiscono circa 62 milioni di persone nell’Unione Europea e causano 1,7 milioni di decessi ogni anno, con un impatto rilevante in termini di anni di vita persi, disabilità e sostenibilità dei sistemi sanitari, per un costo economico stimato in oltre 280 miliardi di euro.
Il quadro italiano riflette pienamente questa emergenza: le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel Paese, responsabili di circa il 44% dei decessi complessivi. La prevalenza aumenta con l’età ma interessa sempre più frequentemente anche fasce di popolazione più giovani. Le patologie più diffuse – come la cardiopatia ischemica e le malattie cerebrovascolari – contribuiscono in modo significativo al carico di mortalità, disabilità e cronicità, con pesanti ricadute sulla qualità della vita delle persone e sui costi del sistema sanitario.
“Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di morte in Europa e impongono una risposta forte, coordinata e lungimirante. Il Safe Hearts Plan dell’Unione europea segna un passaggio importante: per la prima volta si costruisce una strategia comune che mette al centro prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico lungo tutto l’arco della vita. Per l’Italia, essere tra i Paesi capofila nell’attuazione di questa strategia significa assumersi una responsabilità e un’opportunità: rafforzare la medicina territoriale, investire sugli stili di vita e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Sappiamo che gran parte delle patologie cardiovascolari è prevenibile e che ogni investimento in prevenzione produce benefici concreti in termini di salute, qualità della vita e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. È questa la direzione giusta: passare da un sistema che rincorre la malattia a uno che la previene, mettendo davvero al centro la persona e il diritto alla salute”, dichiara Gian Antonio Girelli, Presidente Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Riduzione del rischio.
Per diffusione e impatto sulla salute pubblica, le malattie cardiovascolari rappresentano una priorità strategica per il Servizio Sanitario Nazionale. Prevenzione, diagnosi precoce e gestione integrata richiedono un approccio sistemico che unisca la promozione di stili di vita salutari, l’individuazione precoce dei principali fattori di rischio – come ipertensione, dislipidemia, diabete, fumo, sedentarietà e obesità – il rafforzamento dei percorsi diagnostico‑terapeutici e la garanzia di equità nell’accesso alle cure su tutto il territorio nazionale.
In questo quadro si inserisce il Safe Hearts Plan, presentato dalla Commissione Europea il 16 dicembre 2025, la prima strategia UE organica per la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura delle malattie cardiovascolari, principale causa di morte. Sostenuto da società scientifiche e associazioni di pazienti, rappresenta un passaggio storico verso un approccio più coordinato, preventivo e orientato all’impatto. Il recepimento del Piano in Italia è cruciale per allineare le politiche sanitarie nazionali alle priorità europee, aprendo una fase operativa che richiede forte coordinamento istituzionale, coinvolgimento delle Regioni e dialogo costante con ricerca, innovazione e cittadini.
“Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di morte in Europa e in Italia, con un impatto enorme non solo in termini sanitari ma anche sociali ed economici. L’iniziativa ‘Cuori Sicuri’ segna un passaggio fondamentale: abbiamo finalmente una strategia europea chiara, con obiettivi ambiziosi e misurabili, come la riduzione del 25% della mortalità cardiovascolare entro il 2035. Il ruolo dell’Italia può e deve essere quello di Paese capofila nell’attuazione concreta di questo Piano, investendo sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce e su una presa in carico integrata del paziente. È essenziale rafforzare gli screening, uniformare le pratiche tra le Regioni e ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure. Allo stesso tempo, dobbiamo valorizzare innovazione, digitalizzazione e ricerca per rendere il nostro Servizio sanitario più efficace e sostenibile. Questa sfida richiede un impegno condiviso tra istituzioni, professionisti sanitari e cittadini: solo così potremo trasformare gli indirizzi europei in risultati concreti per la salute dei nostri cittadini”, spiega Elena Murelli, Presidente Intergruppo Parlamentare Genomica e Genetica e Presidente Intergruppo Parlamentare Malattie Cardio cerebrovascolari.

Il Piano europeo Safe Hearts definisce una traiettoria chiara e ambiziosa: ridurre del 25% la mortalità cardiovascolare prematura entro il 2035, puntando su un rafforzamento delle attività di prevenzione e sulla promozione di programmi di screening mirati per colesterolo, pressione arteriosa e glicemia nelle popolazioni a maggiore rischio.
“L’obiettivo è che questo approccio rappresenti un punto di partenza per un’evoluzione verso strumenti di prevenzione sempre più mirati ed efficaci, come ad esempio la misurazione dell’LDL‑C, in linea con quanto previsto dalle linee guida della European Society of Cardiology (ESC).”Queste le parole di Alberico Catapano, Presidente Fondazione SISA e Past President EAS, Responsabile Scientifico Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Riduzione del Rischio, “il programma Safe Hearts viene introdotto in Italia con l’obiettivo di rafforzare in modo concreto e strutturato la prevenzione cardiovascolare primaria nella popolazione. In un contesto in cui le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di mortalità, questa iniziativa si propone di agire precocemente sui determinanti di rischio attraverso un approccio di prossimità, integrato e capillare sul territorio. Il modello Safe Hearts promuove una collaborazione stretta tra medicina generale, specialisti e strutture territoriali quali le farmacie, favorendo l’identificazione precoce dei soggetti a rischio e l’adozione di interventi personalizzati su stili di vita e terapia per una riduzione del rischio cardiovascolare legato all’esposizione cumulativa nel tempo a fattori causali quali colesterolo elevato, ipertensione, diabete e obesità. In questo contesto si inserisce anche l’impegno del Gruppo Interparlamentare per la prevenzione e la riduzione del rischio cardiovascolare, che ho l’onore di coordinare come responsabile scientifico, con l’obiettivo di promuovere politiche sanitarie basate sull’evidenza e sostenere iniziative strutturate di prevenzione a livello nazionale. Attraverso un’azione coordinata e continuativa, Safe Hearts mira a intercettare il rischio prima che si manifesti clinicamente, contribuendo a ridurre eventi cardiovascolari, migliorare la qualità di vita dei cittadini e garantire la sostenibilità del sistema sanitario. Questo rappresenta un passo fondamentale verso un modello di prevenzione più proattivo, equo e orientato al lungo termine”.

In questo contesto, l’iniziativa “Cuori Sicuri” mira alla definizione di un Consensus Paper programmatico, finalizzato a porre le basi operative di un percorso condiviso e a tracciare una roadmap capace di tradurre le direttrici europee del Safe Hearts Plan in risultati misurabili a livello nazionale. L’obiettivo è definire pilastri chiari per un’azione coordinata, individuare le priorità cliniche, organizzative e tecnologiche e garantire a ogni cittadino un accesso equo, tempestivo e innovativo alle soluzioni per la salute cardiovascolare.
“Le malattie cardiovascolari rappresentano una vera e propria epidemia silente: sono la principale causa di morte in Europa e in Italia e troppo spesso vengono intercettate quando è ormai tardi. Il loro impatto sulla vita delle persone e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari è enorme e impone oggi una risposta chiara, responsabile e lungimirante. Una sfida di questa portata richiede un’azione strutturata, ambiziosa e condivisa. In questo contesto, il Piano Europeo Safe Hearts costituisce un’opportunità strategica fondamentale, che va implementata in modo tempestivo e coerente su tutto il territorio. Come MSD, siamo da sempre impegnati nella lotta contro l’epidemia cardiovascolare silente e crediamo che una prevenzione davvero efficace debba poggiare su solide evidenze scientifiche. Per questo riteniamo essenziale riconoscere il colesterolo LDL come fattore di rischio centrale, adottando un approccio risk based e treat to target, in linea con le raccomandazioni della European Society of Cardiology. Gli screening cardiovascolari devono essere orientati a obiettivi di riduzione del LDL coerenti con il protocollo europeo e supportati da standard di qualità e indicatori di esito condivisi. Allo stesso tempo, un modello moderno di prevenzione deve includere il rafforzamento delle coperture vaccinali nell’adulto, in particolare contro pneumococco e influenza, come parte integrante delle strategie di riduzione del rischio cardiovascolare. Investire oggi in una prevenzione più mirata, integrata e basata sulle evidenze significa affrontare in modo concreto la principale causa di morte e contribuire a un sistema sanitario più sostenibile, capace di garantire migliori opportunità di salute per tutti i cittadini”, dichiara Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratrice Delegata di MSD Italia.

Investire oggi nella salute cardiovascolare significa rafforzare la sostenibilità dei sistemi sanitari e costruire un futuro più equo e resiliente per le prossime generazioni.




