Rapporto salute mentale, pubblicati i dati sul 2024

Con Piano 2025-2030 nuove risorse e potenziamento servizi

È disponibile da oggi, sul sito del Ministero della Salute, il Rapporto sulla salute mentale con i dati riferiti all’anno 2024. In particolare, sono state 845.516 le persone con problemi di salute mentale assistite nel 2024 dai servizi specialistici. Nella maggior parte dei casi si tratta di pazienti di sesso femminile: le donne sono il 55,9%. Con riferimento all’età, la composizione degli assistiti riflette l’invecchiamento della popolazione generale: il 66,3% è al di sopra dei 45 anni. In entrambi i sessi risultano meno numerosi i pazienti sotto i 25 anni e sopra i 75. La più alta concentrazione si ha nelle classi 45-54 anni e 55-64 anni: 45% circa in entrambi i sessi. Le donne, rispetto agli uomini, presentano una percentuale più elevata nella classe over 75 (il 10% nelle donne, contro il 6,4% negli uomini).

Nel 2024 i pazienti che sono entrati in contatto per la prima volta durante l’anno con i Dipartimenti di Salute Mentale sono stati 272.497. Di questi il 95% ha avuto un contatto con i servizi per la prima volta nella vita (258.999 unità). Le prestazioni erogate nel 2024 dai servizi territoriali ammontano a 10.061.000, con una media di 13,6 per utente. Complessivamente l’81,7% degli interventi è effettuato in sede, l’8,3% a domicilio, il resto in una sede esterna. Gli operatori prevalenti sono rappresentati da medici (28,9%) e infermieri (44,1%). Il 33,9% degli interventi è rappresentato da attività infermieristica a domicilio e nel territorio, il 25,4% da attività psichiatrica, il 10,7% da attività di riabilitazione e risocializzazione territoriale, il 6,8% da attività di coordinamento, il 4,2% da attività di supporto alla vita quotidiana, il 7,4% da attività psicologica-psicoterapica. La quota restante riguarda attività rivolta alla famiglia e attività di supporto.

I tassi dei pazienti trattati per gruppo diagnostico evidenziano importanti differenze legate al genere. In particolare, i tassi relativi ai disturbi schizofrenici, da abuso di sostanze e al ritardo mentale sono maggiori nel sesso maschile rispetto a quello femminile, mentre l’opposto avviene per i disturbi affettivi, nevrotici e depressivi. Per la depressione il tasso degli utenti di sesso femminile è quasi doppio rispetto a quello del sesso maschile (27,0 per 10.000 abitanti nei maschi e 46,5 per 10.000 abitanti nelle femmine).

Il Rapporto costituisce la più ricca fonte di informazioni sul tema e offre una panoramica dettagliata sullo stato della salute mentale in Italia e sulle attività dei servizi di salute mentale. A seguito della definizione del nuovo Piano di azioni nazionale per la salute mentale (PANSM) 2025-2030, voluto dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e reso operativo dall’Accordo in Conferenza unificata del 29 dicembre 2025, sarà comunque necessario un adeguamento del Rapporto con l’introduzione di indicatori utili al monitoraggio delle nuove azioni di intervento previste.

Il nuovo Piano di azione nazionale per la Salute mentale, aggiornato dopo oltre dieci anni, prevede, infatti, diverse novità e può contare su risorse specifiche previste nell’ultima legge di Bilancio che ha stanziato 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027, 90 milioni per il 2028, 30 milioni all’anno dal 2029. In particolare, 30 milioni all’anno sono vincolati alle assunzioni di personale. Il Piano prevede il potenziamento della diagnosi precoce, il rafforzamento della neuropsichiatria infantile e la creazione di équipe multidisciplinari attive sul territorio, in collaborazione con famiglie, scuole e istituzioni locali. Il Piano rafforza, poi, i percorsi di promozione, prevenzione, cura, riabilitazione e integrazione sociosanitaria lungo tutto l’arco della vita, con un focus su infanzia, adolescenza e transizione all’età adulta, nonché con uno sguardo all’ambiente digitale e all’emergere di nuovi bisogni in un contesto sociale e sanitario in evoluzione.

Qui il Rapporto 2024: https://www.salute.gov.it/new/it/pubblicazione/rapporto-salute-mentale-analisi-dei-dati-del-sistema-informativo-la-salute-mentale-9/ 

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