Dal PNRR alle Case di comunità, dagli Ospedali di comunità alle COT, la Regione Siciliana punta su un modello di sanità più vicino ai cittadini. L’obiettivo è spostare il fulcro dell’assistenza dall’ospedale al territorio, accompagnando la persona lungo tutto il percorso di cura in modo più appropriato, tempestivo e personalizzato.
Anche la Sicilia sta lavorando per dare forma a un nuovo modello di salute, in linea con il processo di trasformazione che sta interessando l’intero sistema sanitario nazionale. Un cambiamento profondo, che trova nel PNRR non soltanto una leva per la riqualificazione strutturale di edifici e presìdi, ma soprattutto un’occasione per ripensare il rapporto tra cittadino e servizi sanitari, spostando il baricentro dell’assistenza sempre più vicino alle persone.
Ne è convinta Daniela Faraoni, Assessore della Salute della Regione Siciliana in occasione della Cernobbio School di Motore Sanità, l’evento di punta sulla sanità italiana che si è tenuto a Cernobbio, sul lago di Como dal 18 al 20 febbraio.
La direzione è chiara: costruire una sanità di prossimità, capace di curare il cittadino nel proprio domicilio, nella propria comunità e nei contesti territoriali più vicini alla sua vita quotidiana. Non solo cure domiciliari, dunque, ma una rete più ampia di strumenti e servizi che comprende Case di comunità, Ospedali di comunità e Centrali operative territoriali, con il supporto delle nuove tecnologie e dell’innovazione digitale.
L’obiettivo non è semplicemente ampliare l’offerta sanitaria sul territorio, ma cambiare il modello stesso di presa in carico. Se in passato era spesso il cittadino a dover cercare la struttura giusta e orientarsi da solo nel sistema, oggi la sfida è opposta: deve essere il sistema sanitario a intercettare il bisogno, governarlo e accompagnare la persona lungo un percorso coerente con il suo reale stato di salute.
Abbiamo raccolto il messaggio dell’assessore Faraoni, ai microfoni di Mondosanità.




