La politica ha fatto sentire la sua voce al convegno “Per combattere la Trombosi non rimaniamo in panchina” organizzato da Motore Sanità, facendo emergere con forza la necessità di un approccio integrato alla gestione della trombosi.
A sottolinearlo è stato Gian Antonio Girelli, Presidente dell’Intergruppo Prevenzione e Riduzione del Rischio, che ha posto l’accento sul ruolo centrale della prevenzione e dell’educazione.
“Quando si parla di una patologia come la trombosi, fare prevenzione ed educazione è di fondamentale importanza”, ha dichiarato Girelli, evidenziando come il confronto tra clinica e istituzioni rappresenti un passaggio cruciale. “Esiste la ricerca, la necessità di individuare soluzioni farmacologiche e terapeutiche, ma tutto questo deve essere accompagnato da una grande azione di prevenzione”.
Un’azione che passa innanzitutto dagli stili di vita: “Educazione significa promuovere corretti comportamenti, una sana alimentazione e una maggiore informazione sui segnali che possono anticipare la fase acuta della patologia, così da spingere le persone a rivolgersi tempestivamente al sistema sanitario”.
Ma la sfida, secondo Girelli, non è solo sanitaria: “Serve un investimento culturale e organizzativo. La consapevolezza deve tradursi in una struttura, in una rete di presa in carico efficiente”.
Da qui il richiamo a un approccio più ampio, che includa anche la dimensione sociale: “Non basta l’aspetto sanitario. Esistono persone fragili anche dal punto di vista socio-economico che necessitano di supporto. Solo mettendo insieme tutti gli attori e facendo rete possiamo affrontare davvero queste tematiche e costruire un futuro migliore per tutti”.
Gian Antonio Girelli, Presidente dell’Intergruppo Prevenzione e Riduzione del Rischio




