La necessità di affrontare la maculopatia con un approccio rapido, integrato ed efficiente è stata al centro della tavola rotonda “Maculopatia, cronaca di una cecità annunciata”, ospitata nell’ambito della Mediterranea School organizzata da Motore Sanità, in programma a Bari dal 15 al 17 aprile.
L’evento, dedicato al tema “Governare il futuro del Servizio sanitario nazionale nel Mezzogiorno. Modelli organizzativi per la tutela della salute e la gestione della cronicità”, ha riunito istituzioni, clinici ed esperti per discutere le nuove sfide della sanità territoriale e delle patologie croniche.
Tra i protagonisti del confronto anche Francesco Boscia, Professore Ordinario Malattie dell’Apparato Visivo dell’Università di Bari, intervenuto ai microfoni di Mondosanità per approfondire il tema delle maculopatie e dei modelli organizzativi necessari a garantire cure tempestive ed efficaci.

“Bisogna considerare la maculopatia come una patologia cronico-degenerativa che necessita di un approccio estremamente deciso, sia in termini di rapidità di diagnosi, rapidità di accesso alla diagnostica e soprattutto alla terapia”, ha spiegato Boscia.
Secondo il professore dell’Università di Bari, l’efficacia terapeutica non può essere valutata soltanto in termini di recupero o mantenimento della capacità visiva, ma deve includere anche la sostenibilità del percorso di cura per pazienti, caregivers e sistema sanitario.
“Bisogna utilizzare modelli terapeutici più efficaci possibile, efficaci in senso lato, perché devono includere non solo l’efficacia in termini di risultato visivo, ma anche un minore burden, un minore peso per il paziente stesso e per la società, per i costi sanitari e anche per i caregivers”, ha sottolineato.
Boscia ha quindi illustrato l’esperienza sviluppata presso la clinica oculistica di Bari, basata su un modello organizzativo integrato costruito insieme al Politecnico di Milano.
“In clinica oculistica Bari utilizziamo un modello di questo tipo con diagnosi rapida e contestuale intervento terapeutico”, ha spiegato. “Lo facciamo utilizzando un modello lineare che abbiamo sviluppato con il Politecnico di Milano, Ingegneria Gestionale, per cui i nostri pazienti possono accedere alla terapia, effettuare la terapia, venire dimessi con già la data del prossimo intervento o visita diagnostica, il tutto con tempi di percorrenza di circa 30-40 minuti”.
Un sistema organizzativo che, secondo Boscia, rappresenta una best practice concreta e replicabile anche in altre realtà sanitarie italiane. “È ovvio che questo è un modello che abbiamo acquisito e sviluppato nel corso del tempo con esperienza, ma che è assolutamente replicabile in tutte le realtà”, ha concluso.
Nel corso della Mediterranea School, il tema delle cronicità si è confermato centrale nel dibattito sul futuro del Servizio sanitario nazionale nel Mezzogiorno, con particolare attenzione alla necessità di integrare innovazione clinica, sostenibilità organizzativa e qualità della presa in carico del paziente.
Francesco Boscia, Professore Ordinario Malattie dell’Apparato Visivo




