ERHA, l’Italia accelera la cura dei tumori: dalla Puglia nasce il primo acceleratore lineare di protoni al mondo

Presentato alla Mediterranea School di Bari il sistema innovativo sviluppato da LinearBeam e Gruppo ITEL: una nuova frontiera della protonterapia pronta a entrare nella pratica clinica

Una tecnologia destinata a cambiare il futuro della lotta contro il cancro nasce in Italia, e precisamente in Puglia. Si chiama ERHA – Enhanced Radiotherapy with Hadrons ed è il primo acceleratore lineare di protoni al mondo progettato per uso clinico. Un’innovazione che promette di rivoluzionare la protonterapia, offrendo trattamenti oncologici più precisi, meno invasivi e particolarmente efficaci anche in ambito pediatrico.

Il nuovo sistema è stato presentato il 16 aprile scorso durante la Mediterranea School organizzata da Motore Sanità a Bari, nell’ambito della Tavola Rotonda dal titolo La protonterapia di terza generazione. Il caso italiano del sistema ERHA: nasce in Puglia il primo acceleratore lineare di protoni per uso clinico, realizzata con il contributo incondizionato del Gruppo ITEL.

Sviluppato nei laboratori di ricerca e sviluppo di LinearBeam, spin-off del Gruppo ITEL con sede in Puglia, ERHA rappresenta una svolta tecnologica nel campo della radioterapia oncologica. A differenza dei sistemi oggi presenti sul mercato, basati su acceleratori circolari, ERHA utilizza un acceleratore lineare di protoni, una scelta ingegneristica che apre scenari completamente nuovi.

“Stiamo parlando di una macchina pronta per essere traghettata nell’uso clinico, quindi per entrare in clinica”, ha dichiarato Leonardo Diaferia durante l’evento barese. “Rispetto alle tecnologie esistenti, ERHA ha peculiarità completamente diverse perché è nativamente diversa: non accelera lungo percorsi circolari, ma lungo una linea retta”.

Una differenza tecnica che si traduce in vantaggi concreti per medici e pazienti. Il sistema, infatti, consente una maggiore manovrabilità del fascio protonico, dimensioni più contenute dell’impianto e soprattutto una precisione elevatissima nell’erogazione della dose terapeutica. Elementi che potrebbero rendere la protonterapia più accessibile, efficiente e sostenibile per le strutture sanitarie.

Particolarmente significativo è il potenziale impatto in oncologia pediatrica. La protonterapia, già considerata una delle tecniche più avanzate per colpire i tumori risparmiando i tessuti sani circostanti, con ERHA potrebbe compiere un ulteriore salto di qualità, riducendo gli effetti collaterali e migliorando la qualità di vita dei piccoli pazienti.

L’Italia si candida così a diventare protagonista mondiale in un settore ad altissimo contenuto scientifico e tecnologico. La nascita di ERHA dimostra come ricerca, innovazione industriale e medicina possano convergere in un progetto capace di avere un impatto globale sulla salute. Con ERHA, la protonterapia entra ufficialmente nella sua “terza generazione”. E il futuro della cura dei tumori, ancora una volta, parla italiano.

Leonardo Diaferia, Presidente Gruppo ITEL-LinearBeam

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