Contratti dei camici bianchi allo sprint finale: Via all’atto di indirizzo per i medici ed il comparto firma entro metà ottobre

Contratto della dirigenza medica: “Ci auguriamo che la firma giunga a stretto giro e che non veda intoppi. Il contratto in essere è scaduto da oltre un anno e anche per quello 2025/2027 ci sono risorse già stanziate, in soldoni 350 milioni attinti alla Finanziaria. Ci auguriamo dunque che si possa immediatamente firmare e passare subito al vaglio del prossimo contratto da discutere e formare nei tempi previsti”. Così Pierino Di Silverio, segretario nazionale dell’Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica.
L’Anaao Assomed dunque accoglie favorevolmente l’approvazione dell’Atto di Indirizzo da parte del Comitato di Settore che di fatto sblocca lo stallo per il rinnovo del contratto di lavoro dei medici e dirigenti sanitari. “In attesa di conoscerne i contenuti nel dettaglio – commenta ancora il medico campano leader dei camici bianchi – auspichiamo che questo passaggio ponga fine alla fase preliminare che si trascina da anni e che si possa ora aprire a stretto giro il tavolo di lavoro per concludere questa lunga trattativa e per rinnovare un contratto scaduto già da un anno”.
Un contratto che i medici hanno sempre considerato e definito di transizione, come confermano anche le dichiarazioni del Comitato di Settore “che ha redatto un testo che si limita a definire la cornice negoziale della nostra Area, riservando ai rinnovi del triennio 2025-2027 la trattazione delle parti che necessitano di ulteriori approfondimenti. E’ a questa tornata contrattuale che tutti guardiamo con maggiore interesse sia per le risorse extracontrattuali stanziate nella scorsa legge di bilancio, sia per analizzare e risolvere i diversi nodi applicativi del contratto attuale intervenuti anche a seguito del profondo e veloce mutamento della demografia, del lavoro dei colleghi in prima linea e nelle corsie ospedaliere e territoriali e alle esigenze dei professionisti”.

Intanto decisi passi avanti si registrano anche verso il traguardo del rinnovo del contratto del comparto non medico che si dovrebbe chiudere, dopo la preintesa di giugno, entro la metà del prossimo ottobre (relativo agli anni 2022-2024). Il Contratto è in discussione da mesi e riguarda oltre 580mila dipendenti non medici del Servizio sanitario nazionale tra infermieri, ostetriche, tecnici delle 18 professioni sanitarie, fisioterapisti ed amministrativi.
Dopo il disco verde del ministero dell’Economia e delle Finanze l’ipotesi di accordo deve passare al vaglio del Consiglio dei ministri e in seguito alla Corte dei Conti. Quest’ultima ha poi 15 giorni di tempo per la certificare la bollinatura della norma contrattuale aprendo quindi le porte all’Aran deputata alle negoziazioni delle pubbliche amministrazioni. Il via definitivo dovrebbe arrivare entro il 15 ottobre. Il passo successivo sarà avviare al più presto la tornata contrattuale 2025-2027 che dovrebbe partire a gennaio 2026. Si sta già lavorando sugli atti di indirizzo con cui garantire la continuità dei contratti. L’aumento medio mensile è fino a 172 euro per 13 mensilità e si introducono novità per migliorare le condizioni di lavoro e valorizzare le competenze professionali. Arrivano anche sperimentazioni innovative come quella delle ferie fruibili ad ore e le ferie solidali estese, ovvero la possibilità di cederle anche per assistere parenti di primo grado e non solo i figli come in precedenza. In pista anche la valorizzazione delle prestazioni aggiuntive di 50€ l’ora, l’aumento degli incarichi fino a 1.500 euro, la previsione del buono pasto per chi lavora in smart working. E ancora: tutele rafforzate per la libera professione, valorizzazione economica per il profilo dell’autista soccorritore, il patrocinio legale per i casi di aggressione passando per la riduzione dei turni notturni e la settimana lavorativa di quattro giorni da adottare in via sperimentale e volontaria. Per il personale over 60 è prevista infine la riduzione dei turni notturni e paletti per la pronta disponibilità che non potrà diventare strumento per colmare carenze d’organico. Prevista anche l’equiparazione economica delle ostetriche agli infermieri sull’indennità di specificità. Per entrambe le figure l’aumento contrattuale mensile lordo è di 150 euro a cui vanno aggiunti per il personale del pronto soccorso altri 175 milioni da distribuire con accordi regionali. Gli aumenti medi previsti oscillano dunque tra i 150 e i 172 euro mensili. Si tratta di 1,5 miliardi, più altre risorse stanziate per i pronto soccorso e le indennità di specificità per un totale di 1,7 miliardi di euro e porterà a un incremento degli stipendi in media di 145 euro lordi al mese. A questi vanno aggiunti i 5,52 euro lordi di aumento legati al superamento del limite di crescita dei trattamenti accessori, i 16,91 euro in più di indennità di pronto soccorso, i 3,38 euro in più di indennità di specificità infermieristica e l’aumento di 1,45 euro dell’indennità per la tutela del malato. A giugno era stata firmata la pre-intesa con la firma dei sindacati Nursind, Cisl Fp, Fials e Nursing up, inizialmente contrario. Non hanno invece siglato la pre-intesa la Cgil e la Uil. “La firma della pre-intesa è una buona notizia per i lavoratori che aspettavano da tempo la conclusione delle trattative e finalmente potranno beneficiare non solo degli incrementi salariali ma anche delle nuove tutele previste dal contratto. Il Governo ha già garantito le risorse necessarie per il rinnovo 2025-2027 e mi auguro si proceda speditamente nell’esclusivo interesse dei lavoratori”, aveva commentato il ministro della Salute Orazio Schillaci. E per il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato il nuovo contratto riconosce il “ruolo essenziale di questi lavoratori nella tutela della salute pubblica”.

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