Farmaci Orfani: Italia seconda in Europa per accesso

In Italia sono disponibili 122 farmaci orfani su di un totale di 130 autorizzati dall’EMA. Meglio di noi soltanto la Germania. Di questi farmaci disponibili in Italia l’80% è completamente rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) mentre il restante 20% è collocato in fascia C o ancora in attesa di negoziazione.

L’universalità delle cure resta, nonostante tagli al budget e crisi pandemiche, un punto saldo del sistema Italia sancito nel 32° articolo della nostra costituzione “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”

Uno dei punti nodali per garantire l’universalità è rappresentato dal riuscire a curare tutte le malattie comprese quelle rare cioè quelle patologie che colpiscono non più di 5 persone ogni 10mila abitanti. 

Da questo punto di vista il SSN italiano è all’avanguardia, dato confermato dal 6° Rapporto Annuale dell’Osservatorio Farmaci Orfani-OSSFOR, che scatta una fotografia a livello nazionale e regionale del mercato dei farmaci orfani nel nostro Paese. Si definiscono farmaci orfani quei medicinali utilizzati per la diagnosi, la prevenzione e il trattamento delle malattie rare.

Infatti, In Italia sono disponibili 122 farmaci orfani su di un totale di 130 autorizzati dall’EMA. Meglio di noi soltanto la Germania. Di questi farmaci disponibili in Italia l’80% è completamente rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) mentre il restante 20% è collocato in fascia C o ancora in attesa di negoziazione.  

Inoltre, il gap dell’Italia rispetto alla Germania, che è prima nella classifica europea, è da attribuirsi principalmente ai farmaci arrivati sul mercato nell’ultimo anno: dato che non sorprende considerato il diverso meccanismo di accesso in vigore in Germania, che non prevede una negoziazione preventiva.

Osservando i dati regionali, emerge tuttavia che l’equità, intesa come possibilità di uniformi condizioni di accesso dei pazienti con malattia rara alle terapie farmacologiche, e anche di incidenza economica sui bilanci familiari, sia un obiettivo ancora non del tutto raggiunto e certamente dovrebbe rappresentare uno dei principali punti di attenzione delle politiche sanitarie nel settore, tenendo presente l’importante opportunità rappresentata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).  

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