Hiv, da emergenza a cronicità: “Serve una gestione multidisciplinare per garantire qualità di vita”

L’infezione da Hiv oggi non è più una condanna, ma una patologia cronica con cui convivere nel lungo periodo. È questo uno dei messaggi centrali emersi dal convegno “L’infezione da Hiv, l’epidemia silente di cui non si parla abbastanza”, organizzato a Padova da Motore Sanità con il contributo incondizionato di ViiV Healthcare e il patrocinio, tra gli altri, dell’Azienda Ospedale Università Padova.

Tra gli interventi, quello di Daniele Mengato, Dirigente Farmacista UOC Farmacia dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, che ai microfoni di Mondosanità ha sottolineato il cambiamento radicale nella gestione della malattia.

“Ormai la patologizzazione dell’Hiv rappresenta una patologia cronica”, ha spiegato Mengato, evidenziando come le persone che vivono con il virus si trovino a dover affrontare problematiche simili a quelle di altri pazienti cronici. “Siamo di fronte a persone con numerosi farmaci, in polifarmacoterapia, con comorbidità”, ha aggiunto.

Questa nuova realtà impone un approccio sanitario più ampio e coordinato. Secondo Mengato, infatti, è fondamentale “una gestione a 360 gradi di questi individui”, capace di assicurare non solo il controllo clinico della malattia, ma anche “un’equa qualità di vita e un’ottima aderenza terapeutica”.

Il nodo centrale diventa quindi l’integrazione tra diverse competenze. “Il mio auspicio è che si arrivi a integrare sempre di più la multidisciplinarietà nella gestione di questo tipo di patologia”, ha concluso, sottolineando come questo approccio possa garantire “margini di efficacia e sicurezza sempre più ottimali”.

Un messaggio chiaro: la sfida dell’Hiv oggi non è solo terapeutica, ma organizzativa e culturale, per rispondere a una “epidemia silente” che richiede attenzione costante e strategie condivise.

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