La difesa alla Race for the Cure, Rauti: “Forze Armate sempre più presenti per la prevenzione e la salute delle donne”

«La Race for the Cure è una mobilitazione collettiva, una festa di popolo che unisce istituzioni, comunità medico-scientifica e società civile nella promozione della prevenzione, della ricerca, della sensibilizzazione e della tutela della salute femminile. La Difesa è presente per fare la sua parte accanto a Komen Italia – e al suo fondatore, Professor Riccardo Masetti- in comunità di intenti e solidarietà», così il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, allo start della Race con la sua onda rosa, oggi su Roma. Il Sottosegretario – che ha la delega alle attività sportive e alle Pari Opportunità- ha sottolineato come le Forze Armate abbiano partecipato alla corsa con le loro Squadre «anche con i propri familiari, con entusiasmo corale e con un’adesione senza precedenti». «La squadra dell’Esercito Italiano, “Una Acies”, ha registrato ben 2 mila runner iscritti, ottenendo anche quest’anno il podio nella classifica della squadra più numerosa. Debutto di successo con circa 1.000 partecipanti anche per la “Fedelissima”, team dell’Arma dei Carabinieri. Anche quest’anno ha corso la squadra della Marina Militare, “Nessuno Indietro” che ,inoltre, ha aderito alla regata dedicata “Rowing for the Cure”, con i team remieri impegnati da Ponte Garibaldi fino al traguardo di Ponte Duca d’Aosta”.
Le Forze Armate hanno assicurato anche il supporto logistico e operativo, mettendo a disposizione transenne, tribune, infopoint e presidi sanitari di primo soccorso con il personale del Policlinico Militare “Celio”. Nel Villaggio della Salute, al Circo Massimo, gli stand espositivi di Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri hanno offerto ai visitatori momenti informativi e attività divulgative sulle rispettive attività.
«Siamo consapevoli dell’importanza della presa in carico delle donne durante la malattia e la guarigione ed accompagnarle al ritorno alla normalità», ha aggiunto Rauti.
“La Cultura della Difesa significa anche questo: prossimità, inclusione e coesione sociale», ha concluso il Sottosegretario Rauti.

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