“La salute nell’età evolutiva una priorità del Paese”. Nasce un Intergruppo per superare le diseguaglianze

Durante la presentazione in Senato sono state individuate sei priorità da seguire per arrivare adottare azioni concrete. L’obiettivo è quello accendere il motore del coordinamento tra politiche settoriali (sanità, istruzione, ambiente, sport, cultura) per garantire che ogni intervento abbia una visione integrata. Tra i temi trattati, i rischi della tecnologia, l’importanza dell’innovazione e la necessità di garantire continuità alla presa in carico nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta. In Italia troppe diseguaglianze territoriali e sociali, con la povertà che riguarda 1,3 milioni di minori e diventa “fattore di rischio”.

La tutela della salute dell’età evolutiva non è una scelta, ma un imperativo etico e istituzionale, sancito dalla Costituzione e da strumenti internazionali come la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia. Eppure, troppe disuguaglianze territoriali e sociali, insieme a politiche frammentate, limitano ancora oggi l’accesso equo ai servizi di diagnosi, cura, istruzione, salute mentale, sport, cultura e ambiente sano. Con l’obiettivo di colmare le lacune esistenti, offrendo uno spazio di confronto e coordinamento trasversale capace di valorizzare competenze, buone pratiche e risorse, promuovendo politiche integrate e innovative, nasce l’Integruppo Parlamentare “Diritto alla Salute nell’Età Evolutiva”.

Dedicato a un tema che riguarda in modo diretto il futuro del nostro Paese – la salute e il benessere di tutte le persone minori, dalla nascita ai 18 anni – l’Intergruppo è stato presentato questa mattina nella Sala Caduti di Nassirya presso il Senato della Repubblica con una conferenza stampa che è stata anche un’occasione di confronto tra istituzioni, esperti e rappresentanti delle associazioni.

Dal dibattito è emersa la necessità di un intervento corale e immediato per superare una situazione attuale che vede il diritto alla salute nell’età evolutiva declinato in maniera diversa anche solo in base al fattore geografico.

In Italia, si è sottolineato, le disuguaglianze territoriali e sociali continuano a compromettere i diritti dei minori: dall’accesso ai servizi sanitari e psicologici, alla qualità dell’istruzione, fino alla disponibilità di spazi sicuri e opportunità di crescita culturale e sportiva. Sono quasi 1,3 milioni – si è ricordato – i bambini in condizione di povertà assoluta, con una concentrazione acuta nelle aree più svantaggiate del Paese, accentuando le disuguaglianze già esistenti.  E questo si traduce in un impatto diretto su salute, alimentazione e accesso ai servizi. Con la povertà che diventa “fattore di rischio” per lo sviluppo dei più giovani, incidendo sulle possibilità di cure, ma anche sugli stili di vita.

Per quanto riguarda l’alimentazione, si registra un paradosso drammatico: da una parte, alcune famiglie faticano ad assicurare nutrienti essenziali, dall’altra emergono fenomeni di cattiva alimentazione che favoriscono sovrappeso e obesità che interessando poco meno del 30 % delle giovani generazioni.

Le disuguaglianze si estendono alle prestazioni sanitarie regionali, a partire dagli screening per alcune patologie. Alcuni reparti, poi, non hanno posti sufficienti, con la conseguenza che i minori vengono ricoverati in strutture dedicate agli adulti. Un problema particolarmente rilevante nel campo della psichiatria, mentre i fenomeni di disagio, fragilità e disturbi alimentari esplodono soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione. Se a questo si aggiungono le nuove sfide dell’era digitale, con l’esposizione precoce alle tecnologie, i rischi connessi all’uso dei dispositivi elettronici, la sicurezza online, la dipendenza e l’isolamento sociale – il quadro assume tinte ancor più fosche.

L’innovazione, però, non rappresenta soltanto un rischio. Anzi, come si è sottolineato, deve diventare sempre più un perno delle nuove politiche dedicate alla salute dell’età evolutiva. Altro tema centrale, la transizione dall’adolescenza all’età adulta, con la necessità di garantire una maggiore continuità alla presa in carico.

“La salute dei nostri bambini e ragazzi – ha dichiarato il presidente dell’Integruppo, il senatore Ignazio Zullonon può dipendere dal Codice di avviamento postale o dalle condizioni economiche dei genitori. La tutela dell’età evolutiva non può essere una scelta, ma un imperativo etico e istituzionale, per il benessere delle nuove generazioni, ma anche per il futuro, che si di loro si fonda, del nostro Paese”.

“Come Pediatri di Famiglia, vediamo ogni giorno nei nostri studi quanto le disuguaglianze territoriali e sociali si traducano in differenze di salute”, ha aggiunto Antonio D’Avino, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). “È fondamentale che la politica riconosca la tutela equa della salute nell’età evolutiva una priorità nazionale, per garantire continuità assistenziale e investire in prevenzione, educazione e benessere. La nascita di questo Intergruppo rappresenta un passo concreto in questa direzione e come FIMP siamo pronti a dare il nostro contributo”.

L’approccio trasversale – è stato sottolineato durante la conferenza stampa – è l’unico strumento possibile. L’Intergruppo si propone di accendere il motore del coordinamento tra politiche settoriali (sanità, istruzione, ambiente, sport, cultura) per garantire che ogni intervento abbia una visione integrata. Perché solo con un’azione politica concertata è possibile implementare misure efficaci ed efficienti, riducendo le disuguaglianze e massimizzando l’impatto delle risorse disponibili.

“Costituire un Intergruppo Parlamentare dedicato ai diritti alla salute nell’età evolutiva – ha concluso il senatore Zullo – non è solo un atto di responsabilità verso le future generazioni: è una strategia immediata per rafforzare la resilienza del Paese capace di generare benefici concreti nel breve termine. Ed è anche una riaffermazione dei valori fondativi dell’Italia”.

Sei le priorità che gli esperti intervenuti hanno individuato come linee guida da seguire per arrivare poi ad adottare azioni concrete:

  1. promuovere una riflessione comune e una sinergia interistituzionale sui bisogni dei minori, che comprenda contributi dalla società civile, da esperti e stakeholders;
  2. adattare le politiche ai bisogni dinamici dei fanciulli, con particolare attenzione agli effetti delle tecnologie emergenti e alle necessità emotive e relazionali;
  3. garantire l’accesso omogeneo ai servizi: affinché ogni minore abbia accesso agli stessi standard di diagnosi, cura, protezione e servizi su tutto il territorio nazionale;
  4. promuovere il benessere emotivo, mentale ed ambientale: affrontare il crescente disagio psicosociale attraverso politiche mirate, incluse la formazione degli insegnanti, il sostegno alle famiglie e la valorizzazione dello sport, dell’arte e della cultura come strumenti di resilienza;
  5. incentivare la ricerca e lo sviluppo di soluzioni dedicate al benessere ed alla cura dei minori;
  6. monitorare e innovare le politiche: armonizzare il quadro normativo nazionale con i più alti standard europei e internazionali, per rendere il benessere dei bambini una priorità trasversale.

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