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Le tecnologie più innovative al servizio della sanità

Le tecnologie più innovative al servizio del medico e dello specialista, per migliorare la qualità di vita dei pazienti e le prestazioni erogate. La nuova frontiera della sanità parte da qui.

Non solo telemedicina, televisita, telediagnostica, fascicolo sanitario elettronico. Anche altre tecnologie più innovative, non previste nel PNRR, potrebbero dare al Servizio Sanitario Nazionale un volto nuovo e all’operatività del medico e degli specialisti nuovi strumenti e opportunità di cura del paziente. 

Le tecnologie più innovative al servizio del medico e dello specialista, per migliorare la qualità di vita dei pazienti e le prestazioni erogate. La nuova frontiera della sanità parte da qui. Se ne è parlato nel corso dell’evento “ACADEMY MISSIONE 6 – PNRR E OLTRE”, organizzato da Motore Sanità Tech presso la sede della Human Technopole, laboratorio mondiale sul benessere della vita.

Oggi ci sono tecniche di analisi predittiva sui dati e tecniche di interrogazione dei big data che consentono al medico e allo specialista di potersi confrontare con una numerosità di casi e di traccianti di profilo di cura a livello mondiale che, fino a poco tempo fa, non erano disponibili (telemedicina, televisita, telediagnostica, fascicolo sanitario elettronico).

La missione 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza c’è, ci sarà nei prossimi mesi, ma come abbiamo potuto verificare non basta. Ci sarebbero anche altre tecnologie, non previste nel PNRR, che potrebbero dare al Servizio Sanitario Nazionale nel complesso un volto nuovo e all’operatività del medico e degli specialisti nuovi strumenti e opportunità di cura del paziente. 

“Il PNRR apre nuove prospettive per il SSN, grazie ai finanziamenti aggiuntivi che esso porta”, conferma Francesco Gabbrielli, Direttore Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali, Istituto Superiore di Sanità: 

Tuttavia, occorre una riorganizzazione complessiva del sistema dell’assistenza territoriale. Il PNRR disegna questa nuova riorganizzazione che, di fatto, si basa sulla necessità di realizzare una rete, multidisciplinare, attraverso anche i sistemi di telemedicina, fatta di tante competenze diverse e accessibili in luoghi differenziati tra di loro, a seconda del tipo di servizio che si deve erogare. Anche al domicilio stesso del paziente dovranno arrivare gli appropriati servizi, offrendo alle persone diversificate possibilità di accesso.

“Tutto questo viene innescato dai fondi del PNRR, però dovrà essere costruito e sviluppato in modo da poter durare oltre il termine del suddetto finanziamento. I sevizi che creiamo con il PNRR cioè, non sono servizi sperimentali, ma servizi effettivi, efficaci, sicuri, solidi, duraturi, costruiti in base alle esigenze dei territori, prima di ogni altra cosa. Questo non soltanto per un discorso deontologico ed etico, ma proprio per una questione tecnica. In caso contrario, il sistema di telemedicina non risulterebbe funzionale”.

Nei fondi del PNRR all’interno della Missione 6, fondi destinati alla digitalizzazione delle strutture e degli apparati socioassistenziali e alla telemedicina, noi vorremmo provare a introdurre l’azione di donazione del sangue per tramite della telemedicina, spiega Oscar Bianchi, Presidente Avis Regionale Lombardia. 

“La nostra idea è di realizzare una piattaforma informatica a cui si potranno agganciare tutti i device – noi pensavamo di dare ai donatori di sangue uno smartwatch – in modo tale da monitorare le informazioni dirette e indirette sullo stile di vita dei donatori e, nel contempo, andare nella direzione di ammettere la donazione tramite la telemedicina e la televisiva.”

“I donatori saranno assistiti o da personale infermieristico o medico, o attraverso volontari professionalizzati. In questo modo andremmo nella direzione di risolvere il problema della carenza dei medici che oggi in Italia, e più in generale nel mondo Avis, si sta verificando. Il progetto ha quindi una triplice valenza: rispondere alla carenza dei medici, introdurre sempre di più la tecnologia e renderla disponibile ai donatori con un’interconnessione con il fascicolo elettronico e i medici di medicina generale al processo di donazione del sangue e curare gli stili di vita del donatore sia in modo attivo (dandogli suggerimenti), sia passivo (monitorando e mappando il suo stato id salute)

Le applicazioni tecnologiche, così come le applicazioni cliniche e mediche, sono il risultato finale di attività di ricerca, sottolinea Alessandra Poggiani, Director of Administration Human Technopole. “Per questo la nascita di Human Technopole, grazie al finanziamento del governo italiano, è importante. Qui in HT ci occupiamo del primo anello della catena del valore, la ricerca di base, che è una fase del processo che spesso non è evidente a tutti.”

“Ma è dalla ricerca di base che dipende lo sviluppo delle scienze mediche, dell’evoluzione dei farmaci e delle terapie. È la ricerca che precede l’evoluzione della diagnostica e che consente di sviluppare vaccini e cure. In Italia c’è un eccellente Servizio Sanitario e una buona industria farmaceutica. Ci sono anche migliaia di ricercatori e di intelligenze. Quello che Human Technopole intende fare, attraverso un approccio interdisciplinare e internazionale, è costruire un Centro di Ricerca internazionale con infrastrutture e laboratori all’avanguardia per promuovere l’innovazione della ricerca nel settore sanitario e migliorare il benessere e la salute delle persone.

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