Cinque anni dallo scoppio della pandemia. Indagine sui ricoveri per Covid: 6 su 10 hanno sintomi ricorrenti

Long-Covid, a cinque anni dallo scoppio della pandemia di Covid-19 siamo ancora qui a fare i conti con le conseguenze a lungo termine causate dal virus. In Italia, un numero significativo di pazienti continua a soffrire di sintomi persistenti legati alla cosiddetta PASC, acronimo di “post-acute sequelae of Sars-CoV-2 infection”. Secondo uno studio condotto nell’ambito del progetto Pascnet, coordinato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e finanziato dalla Fondazione Cariplo, circa il 60% dei pazienti ospedalizzati durante le fasi acute della pandemia presenta ancora sintomi intermittenti ricorrenti a distanza di anni, va molto meglio per tutti quelli che non hanno avuto bisogno di farsi ricoverare per Covid, solo uno su dieci ha lamentato complicanze a distanza di tempo. Chi si è vaccinato per tempo invece era protetto, e ha limitato i danni.

Lo studio Pascnet ha analizzato i dati clinici di oltre 1.200 pazienti, cercando di delineare un quadro chiaro dell’impatto clinico della sindrome. Buona parte dei soggetti che hanno sofferto per le forme più severe di Covid-19 devono ancora recuperare completamente, con sintomi che spaziano dalla fatica cronica a difficoltà respiratorie, passando per disturbi neurologici e problemi cardiovascolari. La continuità dei sintomi non solo compromette la qualità della vita di questi individui, ma ha anche ripercussioni significative sul Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

L’impatto a lungo termine della pandemia è difficile da quantificare. La pressione esercitata dai ricoveri e dall’emergenza ha lasciato una triste eredità legata alle difficoltà e alle carenze affrontate. “L’obiettivo di Pascnet è stato quello di colmare le lacune relative alla sindrome e migliorare la conoscenza delle sue caratteristiche cliniche”, ha dichiarato Claudio Lucifora, docente di Economia Politica alla Cattolica e coordinatore scientifico del progetto. La ricerca si propone non solo di migliorare la diagnosi di Long Covid da parte dei medici, ma anche di ottimizzare la presa in carico di quei pazienti che continuano a lottare con le conseguenze del virus.

I sintomi del Long Covid possono manifestarsi in modi variabili e complessi, rendendo la diagnosi e il trattamento una sfida significativa. Tra i sintomi più comuni vi sono la fatica, la mancanza di respiro, il dolore toracico, le palpitazioni, e disturbi cognitivi noti come brain fog. Questi sintomi possono durare per mesi, se non anni, e la loro gestione richiede un approccio integrato che coinvolga specialisti di diverse discipline.

Molti si trovano a dover affrontare non solo le conseguenze fisiche della malattia, ma anche un impatto psicologico profondo. La sensazione di isolamento e impotenza può aggravare ulteriormente la condizione di salute generale. Sono sempre più numerosi i gruppi di supporto e le iniziative volte a creare reti di sostegno per coloro che convivono con il Long Covid, riconoscendo l’importanza della comunità nella gestione di una malattia così insidiosa.

Con l’aumento della consapevolezza riguardo al Long Covid, è fondamentale che le istituzioni sanitarie, i medici e i ricercatori collaborino per affrontare questa emergenza. La ricerca continua a essere un elemento chiave nella comprensione di questa sindrome, e iniziative come Pascnet sono vitali per sviluppare linee guida cliniche efficaci e strategie di intervento.

In un contesto globale in cui il Covid-19 ha stravolto le vite di milioni di persone, è essenziale che non si perda di vista l’importanza della cura e del supporto per coloro che continuano a soffrire. La pandemia ha lasciato un segno indelebile, e la lotta contro il Long Covid è solo all’inizio. Nel quinto anniversario dallo scoppio della pandemia, è essenziale mantenere accesa l’attenzione su queste problematiche.

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