Lotta all’HIV: ‘Rivedere i percorsi di cura adeguando le risorse così da garantirne accesso equo alla popolazione a rischio e all’innovazione’

In Italia aumentano le nuove diagnosi di HIV e la trasmissione eterosessuale, nel 2023, sono state segnalate 2.349 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a un’incidenza di 4,0 nuove diagnosi ogni 100.000 residenti. Il numero di persone che vive con l’infezione da HIV è stato stimato intorno a 140.000 con tasso di prevalenza pari a 0,2 per 100 residenti

Nonostante siano stati fatti passi da gigante nella cura dell’HIV, grazie alla ricerca, alle nuove terapie e all’impegno di tutti i Paesi nella prevenzione, trasformando la malattia da morte certa a patologia cronica con sopravvivenza equivalente alla popolazione generale, l’infezione continua a circolare per via sessuale.

Con l’obiettivo di porre fine dell’epidemia dell’HIV/AIDS entro il 2030 (Piano Nazionale di Interventi per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse) si è posta molta attenzione alla PrEP (Profilassi Pre-Esposizione) che consiste nell’assumere farmaci antiretrovirali da parte di un soggetto non infetto ma che abbia comportamenti a rischio, prima di esporsi al possibile contagio. Ma pur avendo dimostrato con studi clinici, quanto la PrEP sia fondamentale per la lotta alla diffusione del virus, riducendo il rischio di infezione quasi al 90% e nonostante si stia cercando di semplificarne l’accesso superando le attuali criticità e siano state recentemente approvate nuove formulazioni terapeutiche in grado di garantire con poche somministrazioni  l’anno maggiore adesione ed efficacia clinica (negli studi sono stati raggiunti valori prossimi al 100%), ne viene fatto ancora poco utilizzo.

Ad oggi esistono alcune barriere legate all’uso della PreP come la distribuzione della PrEP per il limitato numero di centri autorizzati all’erogazione, la scarsa consapevolezza sulla PrEP sia tra gli operatori sanitari a offrirla che ai possibili beneficiari a richiederla e infine lo stigma sociale. Inoltre le nuove terapie farmacologiche a lento rilascio rivolte alla PreP stimolano un dibattito istituzionale anche su un modello di finanziamento adeguato a garantirne l’accesso in tutte le realtà Regionali. 

Motore Sanità, all’interno della ‘Summer School di Venezia’ ha organizzato l’incontro ‘HIV UNO SCENARIO IN CONTINUA EVOLUZIONE. LA RIVOLUZIONE DELLA PREP, PROSPETTIVE FUTURE SU UN ALLARGAMENTO DI SCENARIO’, grazie al contributo incondizionato di VIIV Healthcare e Gilead, per capire come poter rivedere i percorsi di cura con una programmazione adeguata delle risorse necessarie, in modo da garantirne accesso equo a tutta la popolazione.

“Oggi la profilassi pre-esposizione (PrEP) rappresenta una frontiera indispensabile per fermare la trasmissione dell’HIV e tutelare la salute pubblica. La sua formula orale quotidiana consente, a chi è a rischio, di passare dalla paura all’azione consapevole, ridefinendo la prevenzione come scelta autonoma e responsabile. Ma è nella PrEP iniettabile che risiede la vera svolta: un’unica somministrazione ogni due mesi assicura una copertura costante, libera da dimenticanze e da gesti quotidiani. Con questa opzione, la protezione si fa discreta e a lunga durata, abbattendo l’ansia e favorendo l’aderenza terapeutica. La diffusione capillare di entrambi i modelli – orale e iniettivo – apre la strada a un’epoca in cui l’HIV non potrà sfruttare lacune di accesso o stili di vita complessi. Formazione, informazione e campagne di sensibilizzazione diventano leve strategiche per rendere la PrEP accessibile a tutti i gruppi vulnerabili. Investire in questi programmi non è solo questione sanitaria, ma un impegno sociale: garantire pari opportunità di prevenzione, significa abbattere stigma e disuguaglianze. Perchè ogni iniezione, ogni compressa, è un passo verso un futuro libero dall’HIV”, ha spiegato Anna Maria Cattelan, Direttore UOC Malattie Infettive AOU Padova.

“È necessario che al più presto AIFA autorizzi l’utilizzo dei farmaci iniettivi in profilassi al fine di incrementare l’efficacia e la possibilità di offrire la PrEP al maggior numero di persone. Sicuramente l’implementazione di questa nuova opportunità profilattica avrà un impatto importante sull’organizzazione dei servizi di malattie infettive, che coivolgerà tutto il personale medico ed infiermeristico, ma gli infettivologi sono pronti a raccogliere questa nuova sfida a servizio della popolazione”, ha dichiarato Giovanni Cenderello, Direttore Sc Malattie Infettive ASL-1 Imperiese e Presidente SIMIT Regione Liguria.

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