In Italia circa 5 milioni di persone convivono con la Malattia Renale Cronica (MRC), ma solo una su tre riceve una diagnosi corretta. Una patologia spesso silenziosa, che nelle fasi iniziali non dà sintomi evidenti ma può evolvere fino allinsufficienza renale avanzata, con la necessità di dialisi o trapianto. I portatori di MRC presentano un aumento significativo del rischio cardiovascolare e ridotta possibilità di ricevere terapie salvavita.
È in questo scenario che nasce PREMIO Progetto per la gestione integrata della MRC, iniziativa congiunta della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) e della Società Italiana di Nefrologia (SIN), appena presentata ufficialmente a Roma in occasione dellevento nazionale di avvio del programma.
Una patologia ma sottodiagnoaticata.
La MRC rappresenta una delle principali sfide sanitarie emergenti: nei Paesi Occidentali interessa circa il 10% della popolazione adulta ed è strettamente associata a diabete, obesità e malattie cardiovascolari. Nonostante limpatto epidemiologico, sociale ed economico, resta ancora oggi largamente sottodiagnosticata, soprattutto nelle fasi iniziali, quando sarebbe possibile intervenire con maggiore efficacia. La diagnosi precoce e una gestione condivisa tra medicina generale e specialistica possono infatti rallentare in modo significativo la progressione della malattia, migliorare la qualità di vita dei pazienti e ridurre il ricorso alle terapie sostitutive (dialisi e trapianto), con evidenti risparmi in termini di costi umani, sociali e sanitari.
Negli ultimi anni i progressi clinici e farmacologici hanno aperto nuove prospettive nella gestione della MRC, rendendo possibile modificare la sua evoluzione.
“Oggi disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici che permettono non solo di trattare la Malattia Renale Cronica, ma di intervenire in modo sempre più efficace sulla sua evoluzione sottolinea Luca De Nicola, Professore Ordinario di Nefrologia presso l’Università della Campania Luigi Vanvitelli e Presidente SIN – Le evidenze scientifiche degli ultimi anni indicano con chiarezza che è possibile rallentare la progressione della patologia, rimandando anche di 25 anni la dialisi, riducendo nel contempo anche il rischio cardiovascolare e consentendo infine la prescrizione di terapie salvavita per le malattie neoplastiche e infettive. Ma per farlo è fondamentale anticipare la diagnosi e costruire percorsi condivisi tra medicina generale e specialistica. In questo senso il progetto PREMIO rappresenta un passaggio strategico: vogliamo costruire una rete clinica e formativa nazionale capace di rendere più efficace la collaborazione tra nefrologi e medici di medicina generale e di migliorare in modo concreto la gestione complessiva della MRC.
“PREMIO”: UNA RETE NAZIONALE PER INTERCETTARE LA MALATTIA PRIMA – Il progetto PREMIO nasce con lobiettivo di trasformare la diagnosi precoce della MRC in una pratica diffusa su tutto il territorio nazionale, attraverso una collaborazione strutturata tra medici di medicina generale e nefrologi. Cuore del progetto è la costruzione di una rete formativa e clinica integrata, capace di coinvolgere progressivamente migliaia di professionisti e di migliorare lemersione della patologia.
“Con il progetto PREMIO vogliamo costruire una rete capillare di medici di medicina generale e nefrologi in grado di lavorare insieme sul territorio – spiega Alessandro Rossi, Presidente SIMG – Partiamo dalla formazione di coppie di professionisti che diventeranno referenti regionali e formatori, con lobiettivo di diffondere competenze e strumenti operativi su tutto il territorio nazionale. La medicina generale è il primo punto di contatto con il paziente e può fare la differenza nellidentificazione precoce della malattia e nella presa in carico continuativa”.
UN PERCORSO TRIENNALE TRA FORMAZIONE E TERRITORIO – Il progetto si svilupperà lungo un percorso triennale (20262028) articolato su più livelli. La prima fase, avviata con il corso nazionale del 18 aprile 2026, prevede la formazione dei formatori, che guideranno la diffusione del modello nei rispettivi territori. Seguiranno 24 corsi territoriali in tutta Italia, a partire dal 6 giugno, che vedranno il coinvolgimento congiunto di medici di medicina generale e nefrologi, affiancati da una formazione digitale asincrona attiva tra giugno e dicembre 2026. Lobiettivo è rendere la diagnosi precoce e la gestione integrata della MRC una pratica quotidiana nella medicina del territorio, migliorando lappropriatezza dei percorsi di cura e favorendo una collaborazione stabile tra professionisti.
UN PROGETTO DI SISTEMA PER MILIONI DI PAZIENTI – PREMIO si propone come un modello organizzativo replicabile anche in altri ambiti della cronicità, con lambizione di coinvolgere nel tempo gran parte dei medici di medicina generale italiani e contribuire allemersione di milioni di pazienti oggi non diagnosticati. Un passo concreto verso una sanità proattiva, capace di intervenire prima che la malattia si manifesti in forma avanzata e di migliorare in modo significativo la qualità di vita delle persone.




