Screening oncologico, ancora scarsa partecipazione. I medici: “Sottoporsi deve diventare una abitudine”

Quando si parla di screening oncologico ci si imbatte in un problema evidente: esiste ancora una grossa disomogeneità sul territorio e nelle regioni del Sud perché è difficile avvicinare le donne  (e gli uomini) alla prevenzione secondaria contro i tumori. Eppure lo screening oncologico è una pratica fondamentale per individuare lesioni tumorali molto precoci. A “Buona salute”, evento organizzato da Motore Sanità a Napoli, il 20 e 21 giugno, i medici lo hanno detto a gran voce: “Lo screening deve diventare un’abitudine, come andare dal parrucchiere”. Perché lo screening può salvare la vita.

Ai microfoni di Mondosanità c’è Tiziana Spinosa, Direttore del Distretto Fuorigrotta e referente ASL Napoli 1 centro per il Progetto “Terra dei fuochi”, che ha fatto il punto sul concetto di riduzione del rischio ed impatto sulla salute pubblica. “Vi aspettiamo nei nostri punti screening dell’Asl Napoli 1” è il suo invito alle donne. 

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