Dalla prevenzione al follow up, il ruolo del radiologo è destinato a cambiare profondamente. Secondo Roberto Orecchia, Direttore Scientifico IEO, i nuovi strumenti basati su modelli matematici e intelligenza artificiale trasformeranno le immagini in dati strategici per diagnosi, prognosi e scelta delle terapie. Ma per guidare questa evoluzione servirà investire con decisione nella formazione.
Chi sarà il radiologo del futuro? È una domanda centrale per comprendere come stia cambiando la medicina, e in particolare l’oncologia. A porla è stato il confronto emerso durante il convegno milanese dedicato agli Stati generali della genetica e genomica, dove tra i protagonisti del dibattito è intervenuto Roberto Orecchia, Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia.
Il profilo che si delinea è quello di uno specialista capace di utilizzare strumenti sempre più avanzati, guidati da modelli matematici e supportati da sistemi sofisticati di intelligenza artificiale. In questo scenario, le immagini non saranno più soltanto immagini, ma diventeranno dati da interpretare, correlare e valorizzare per ricavare modelli utili lungo tutto il percorso di cura.
L’impatto di questa trasformazione è destinato a essere profondo. I dati estratti dalle immagini potranno infatti supportare la prevenzione, contribuire a individuare elementi predittivi di malattia, affinare la prognosi, orientare la selezione delle terapie e rendere il follow up sempre più personalizzato. Un approccio che rafforza la prospettiva di una medicina più precisa, capace di adattarsi in modo sempre più puntuale alle caratteristiche del singolo paziente.
Come ha spiegato il professore Orecchia, “Perché questa evoluzione diventi realtà, però, sarà necessario investire in modo deciso nella formazione. Oggi queste competenze non rientrano ancora pienamente nei programmi universitari, ma il cambiamento appare ormai inevitabile. Le nuove generazioni, già abituate a confrontarsi quotidianamente con sistemi complessi e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, sembrano avere le caratteristiche giuste per interpretare questo nuovo ruolo”.
Il radiologo del futuro, dunque, non sarà solo un esperto di immagini, ma una figura chiave della medicina dei prossimi decenni: un professionista capace di leggere i dati, governare l’innovazione tecnologica e contribuire in modo determinante a una sanità sempre più predittiva e personalizzata.




