Hiv, Zanon (Motore Sanità): “Non è una malattia del passato. Fare emergere il sommerso e ampliare i test è la vera sfida”

Nel corso del convegno “L’infezione da Hiv, l’epidemia silente di cui non si parla abbastanza”, organizzato a Padova da Motore Sanità con il contributo incondizionato di ViiV Healthcare, il tema dell’Hiv è stato affrontato anche dal punto di vista epidemiologico e organizzativo.

A intervenire è stato Claudio Zanon, Direttore scientifico di Motore Sanità, che ha voluto chiarire un punto fondamentale: “L’infezione Hiv non è passata. È vero che l’Italia presenta dati migliori rispetto ad altri Paesi europei, con un’incidenza di circa 4 casi ogni 100mila abitanti, ma parliamo comunque di migliaia di nuovi casi ogni anno”.

Il nodo centrale, secondo Zanon, è rappresentato dal sommerso: “Molte persone pensano che non sia più un problema grazie alle terapie efficaci, ma la realtà è che una quota significativa di diagnosi arriva in fase avanzata, spesso già in stadio di Aids”. Un segnale evidente di infezioni non intercettate in tempo.

Da qui l’urgenza di ampliare l’accesso alla diagnosi: “Oggi abbiamo strumenti importanti come i test in strutture sanitarie, l’autotest in farmacia e modalità che garantiscono la massima riservatezza. Dobbiamo arrivare a un testing diffuso, perché sapere di essere positivi è il primo passo per curarsi e interrompere la trasmissione”.

Un altro aspetto evidenziato riguarda il cambiamento della storia naturale della malattia: “Grazie alle terapie, l’aspettativa di vita delle persone con Hiv è ormai simile a quella della popolazione generale. Questo significa che i pazienti invecchiano e sviluppano anche altre patologie, come quelle cardiovascolari o oncologiche, che devono essere prese in carico”.

Un’evoluzione che richiede un adattamento del sistema sanitario: “Il Servizio sanitario deve rivedere i percorsi assistenziali, anche alla luce delle nuove terapie long acting”. Si tratta di trattamenti iniettabili a lunga durata: “Farmaci somministrati ogni due mesi, e in futuro anche oltre, che migliorano l’aderenza terapeutica e riducono il rischio di trasmissione”.

Il messaggio conclusivo è netto: l’Hiv oggi si può gestire efficacemente, ma solo a condizione di far emergere il sommerso, rafforzare la diagnosi precoce e aggiornare i modelli di presa in carico.

Claudio Zanon, Direttore scientifico di Motore Sanità

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