Un poliambulatorio allestito sul traghetto, i passeggeri invogliati a sottoporsi agli screening: la traversata da Ancona a Durazzo interpreta in modo esemplare l’integrazione tra sistemi, territori e comunità
La salute, oggi più che mai, richiede di essere avvicinata alle persone, nei luoghi della quotidianità, superando barriere geografiche, culturali e organizzative. La prevenzione non può restare confinata negli ospedali o negli ambulatori: deve diventare un’esperienza diffusa, semplice, immediata. È in questo scenario che si inserisce la “Nave della Salute”, il progetto di One Health Foundation che ha allestito un poliambulatorio sul traghetto lungo la rotta Ancona–Durazzo. Un vero presidio sanitario itinerante che ha solcato il Mare Adriatico, con medici specialisti, screening gratuiti offerti ai passeggeri. Un’iniziativa che interpreta in modo esemplare il principio One Health: la salute come bene condiviso, che nasce dall’integrazione tra sistemi, territori e comunità.
Giunta alla sua terza edizione, la “Nave della Salute” ha registrato numeri significativi e un impatto crescente. A bordo sono stati allestiti dieci ambulatori e coinvolti diciassette specialisti, capaci di offrire in soli due giorni centinaia di visite e test gratuiti. Le prestazioni spaziano dalla cardiologia alla dermatologia, dalla senologia alla nutrizione, dall’oculistica alla neurochirurgia, fino agli screening per HIV, HCV, HBV e sifilide. Secondo Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation e presidente eletto AIOM, “il successo delle passate edizioni incoraggia a rafforzare ulteriormente il nostro impegno nella promozione di un progetto innovativo, capace di rispondere in modo concreto ai bisogni di salute dei cittadini” .
Il valore dell’iniziativa non si esaurisce nelle visite effettuate a bordo. La “Nave della Salute” è diventata un ponte tra Italia e Albania, capace di generare collaborazioni istituzionali e scientifiche. Durante l’ultima edizione, la ministra della Salute albanese è salita sulla nave per incontrare i medici e avviare un percorso di cooperazione più strutturato. Da questo incontro può nascere una collaborazione centrata sulla cultura della prevenzione e sulla salute dei cittadini delle due sponde dell’Adriatico. A Tirana è stato inoltre avviato un dialogo con la Facoltà di Medicina e Chirurgia per sviluppare progetti condivisi e rafforzare la formazione dei giovani medici.
“Ringraziamo One Health Foundation per tutto quello che finora ha fatto in Albania – sottolinea Evis Sala, Ministro della Salute della Repubblica d’Albania -. Durante l’incontro con la delegazione italiana, partita dalle Marche, abbiamo deciso di avviare un nuovo progetto sul nostro territorio nazionale. L’idea è affiancare medici italiani ai giovani medici albanesi durante l’attività estiva dei centri con il fine di creare una proficua collaborazione. In Albania al momento sono disponibili diversi programmi di prevenzione che però vanno rafforzati anche per ridurre l’impatto delle malattie sul sistema di cure ospedaliere. Da anni sono attivi gli screening per il tumore della mammella e del collo dell’utero e abbiamo introdotto anche la vaccinazione anti-HPV per gli adolescenti maschi. I tassi d’adesione sono ancora bassi e, ad esempio, per il carcinoma mammario è fermo al 50%. Dobbiamo poi avviare altri programmi per la diagnosi precoce delle malattie cardio-vascolari e di quelle metaboliche. Siamo pronti a partire e intendiamo creare uno scambio di know-how con l’Italia che duri nel tempo”.
“Questa nostra iniziativa punta anche a rafforzare i rapporti di collaborazione tra Italia ed Albania e gli scambi tra i due Paesi sul fronte sia della ricerca che della formazione – ha scritto Rossana Berardi, Presidente di One Health Foundation e Presidente Eletto AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica -. Abbiamo perciò sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’Università di Tirana e l’Università Politecnica delle Marche per favorire gli scambi tra docenti e studenti e i rapporti di collaborazione. In quest’ottica si inserisce il progetto nei centri estivi che rappresenta un esempio concreto di cooperazione internazionale per la prevenzione. Ringraziamo tutti i rappresentanti delle Istituzioni albanesi per la fiducia, il sostegno e per aver reso possibile la terza edizione della Nave della Salute e anche l’amico e armatore di Adria Ferries, Alberto Rossi”. La Nave della Salute da quest’anno vede la collaborazione attiva anche di Fondazione Quotidiano Sanità. “Siamo molto lieti di poter contribuire alla riuscita e allo sviluppo del progetto – sottolinea la presidente, Cristiana Mormile – da anni siamo impegnati anche in Albania con iniziative dedicate ai bambini e più in generale ai cittadini e alle famiglie meno abbienti residenti nel paese. È un piacere e un onore avviare una collaborazione strutturata con One Health Foundation”.
A seguire l’elenco degli ambulatori e dei professionisti che hanno effettuato le visite a bordo:
Ambulatorio di Genetica Oncologica e visite senologiche: coordinato da Rossana Berardi con Silvia Villani;
Ambulatorio di Medicina Vascolare: coordinato da Roberto Catalini con Valentina Salvatori
Ambulatorio di Oculistica: coordinato da Carlo Sprovieri con Paolo Principi
Ambulatorio di Cardiologia 1: coordinato da Federico Guerra
Ambulatorio di Cardiologia 2: coordinato da Marco Marini
Ambulatorio di Dermatologia: coordinato da Alfredo Giacchetti
Ambulatorio di Eco-Addome / Ecografie: coordinato da Chiara Floridi con Alessandra Bruno
Ambulatorio di Nutrizione Clinica: coordinato da Marina Taus con Loriana Finocchiaro
Ambulatorio di Neurochirurgia: coordinato da Roberto Trignani
Ambulatorio Test HIV, HCV HBV e sifilide: coordinato da Luca Saracini con Fabrizio Ballanti
L’edizione 2026 della traversata è iniziata giovedì 23 aprile dal porto di Ancona con ritorno il giorno dopo da Durazzo. Per due giorni sono stati attivi dieci ambulatori e 17 medici specialisti hanno visitato i passeggeri. In totale sono state svolte 23 visite neuro-chirurgiche, 89 visite ed esami cardiologici, 45 visite dermatologiche, 44 test per Hiv, sifilide ed epatite B e C. Sono anche state eseguite 35 visite nutrizionistiche, 44 visite di consulenza oncologica e visite senologiche, 57 ecografie all’addome, 101 ecodoppler e 94 visite oculistiche. Sempre durante l’attraversata dell’Adriatico ad un uomo di 76 anni (con passaporto italiano) è stato diagnosticato un infarto in atto. “È stato un grandissimo successo e per le prossime edizioni vogliamo ampliare ulteriormente l’offerta con altri ambulatori – sottolinea Mauro Boldrini, Vice Presidente di One Health Foundation e Direttore Comunicazione AIOM -. Siamo già al lavoro per attivare il progetto estivo e sviluppare altre campagne a 360 gradi che coinvolgano tutte le fasce della popolazione”. La “Nave della Salute” dimostra che la prevenzione può arrivare ovunque, anche in mezzo al mare. E che quando la sanità incontra le persone nei loro spazi di vita, la risposta è immediata, concreta, partecipata. Un modello che unisce due Paesi e che, soprattutto, ricorda che la salute è un viaggio da fare insieme.




