Mediterranea School di Motore Sanità: “Il futuro del Ssn nel Mezzogiorno passa dal territorio, dall’innovazione e dalla presa in carico della cronicità”
Governare il futuro del Servizio sanitario nazionale nel Mezzogiorno attraverso nuovi modelli organizzativi, una maggiore integrazione tra ospedale e territorio e strumenti innovativi per la gestione della cronicità. Sono stati questi i temi al centro della Mediterranea School organizzata da Motore Sanità, in programma a Bari dal 15 al 17 aprile.
Nel corso della tre giorni dedicata al confronto tra istituzioni, professionisti sanitari ed esperti del settore, particolare attenzione è stata riservata alla necessità di ripensare l’assistenza sanitaria partendo dai bisogni reali dei cittadini, soprattutto nell’ambito delle patologie croniche e neurodegenerative.
Tra gli interventi anche quello di Felice Antonio Spaccavento, Presidente Commissione Sanità, Consiglio Regionale Puglia, che ha sottolineato la necessità di una vera rivoluzione culturale e organizzativa della sanità italiana.
“Io, da Presidente di Commissione, ma anche da medico, penso che la rivoluzione in sanità parte da considerare non solo gli ospedali come importante luogo di cura, ma considerare il territorio, un approccio sulla casa del paziente, che è il primo luogo di cura, come dice il DM77”, ha spiegato Spaccavento.
Secondo il presidente della Commissione Sanità pugliese, il futuro del sistema sanitario dovrà necessariamente passare attraverso una differenziazione dei setting assistenziali intermedi: hospice, strutture post degenza, riabilitazione, RSA e ambulatori territoriali saranno elementi centrali nella gestione delle cronicità.
“Questo sarà il futuro della nostra sanità, cioè diversificare la sanità guardando le cronicità. Oggi abbiamo una sfida: portare dentro le cronicità l’innovazione tecnologica, come la telemedicina e la teleassistenza, perché molti pazienti possono raggiungere la sanità attraverso questi strumenti e questo è il futuro”, ha aggiunto.
Per Spaccavento, innovazione e gestione delle malattie croniche rappresentano “due pilastri da mettere insieme” per garantire una presa in carico più efficace e più vicina alle esigenze dei pazienti.
Nel suo intervento, il medico pugliese ha poi condiviso anche un’esperienza personale legata all’assistenza dei pazienti affetti da SLA e malattie neurodegenerative, evidenziando come la cura non coincida esclusivamente con la terapia farmacologica. “Io sono dell’opinione che le malattie inguaribili sono curabili e sono curabili anche senza il farmaco, che molto spesso in alcune malattie non serve”, ha raccontato. “Un mio paziente cinque anni fa mi ha chiesto di andare a vedere il mare e io ho avuto questa incoscienza di portarlo in barca a vela”.
Da quell’esperienza è nato un percorso che negli anni ha coinvolto circa cinquanta pazienti affetti da SLA e patologie neurodegenerative, accompagnati in mare in barca a vela. “Quindi vuol dire che malattie inguaribili sono curabili e non sempre il farmaco è quello che cura; in questo caso è stato il mare, che io amo tantissimo”, ha concluso Spaccavento.
La Mediterranea School si è così confermata un importante momento di riflessione sul futuro della sanità nel Mezzogiorno, con un focus particolare sull’umanizzazione delle cure, sull’innovazione tecnologica e sulla centralità del paziente nei percorsi assistenziali.
Felice Antonio Spaccavento, Presidente Commissione Sanità, Consiglio Regionale Puglia




