Dalle città alle aree rurali: la farmacia diventa il nuovo presidio della salute

Le farmacie sempre più protagoniste della sanità territoriale, non solo come punti di dispensazione dei farmaci ma anche come presidi di prevenzione, vaccinazione e telemedicina. Ecco perché la farmacia diventa il nuovo presidio di salute

È il messaggio emerso dal convegno “Farmacia dei servizi. Il futuro delle vaccinazioni è già qui – Il Decreto Semplificazione rafforza il ruolo delle farmacie come Presidi di Prossimità per la Prevenzione”, svoltosi il 14 maggio a Bologna. L’iniziativa rappresenta il quarto dei nove appuntamenti regionali organizzati da Motore Sanità grazie al contributo incondizionato di Pfizer, GSK, MSD Italia e CSL Seqirus, con l’obiettivo di approfondire il ruolo sempre più strategico delle farmacie all’interno del sistema sanitario territoriale.

Al centro del confronto, il valore strategico della farmacia dei servizi nel rafforzare la rete sanitaria territoriale e nel rendere più accessibili i servizi di prevenzione ai cittadini, anche nelle aree più periferiche e fragili.

Tra gli interventi, quello di Alessandra Fantuzzi, Direttore del Servizio di Igiene Pubblica dell’AUSL di Modena, che ha evidenziato il contributo fondamentale delle farmacie nella promozione della salute pubblica.

“Per quello che riguarda la prevenzione e la promozione della salute, le farmacie dei servizi possono dare un grande contributo in termini di salute e portare valore all’interno del nostro territorio”, ha dichiarato Fantuzzi, sottolineando la capacità delle farmacie di raggiungere in maniera capillare sia le grandi città sia le aree montane e rurali.

“Il supporto delle farmacie può davvero essere importante per la salute di tutti”, ha aggiunto, rimarcando il ruolo di prossimità che questi presidi possono svolgere a favore della popolazione.

Nel corso del convegno è emerso anche il tema delle differenze territoriali nell’organizzazione dei servizi sanitari. “Le esperienze locali descrivono una grande variabilità tra un territorio e l’altro ed è proprio per questo che è importante cercare di implementare le attività delle farmacie territoriali”, ha spiegato Fantuzzi.

L’obiettivo, secondo il direttore del Servizio di Igiene Pubblica dell’AUSL di Modena, è duplice: garantire standard sempre più elevati nella qualità dei servizi e rafforzare l’equità di accesso alla prevenzione. “Dobbiamo aumentare e dare quella che è anche l’equità di accesso ai servizi di prevenzione”, ha sottolineato.

Nonostante le differenze organizzative presenti sul territorio, Fantuzzi ha evidenziato una tendenza comune: “La situazione in questo momento è molto variabile, ma soprattutto possiamo dire che dappertutto c’è una grande crescita della voglia di incrementare la prevenzione a livello territoriale”.

Una spinta che nasce anche dalle esigenze dei cittadini, sempre più orientati verso una sanità di prossimità. “I cittadini desiderano avere una maggiore vicinanza rispetto al loro stato di salute e la possibilità di prendersi cura di se stessi”, ha osservato, sottolineando come il sistema sanitario debba adattarsi alle esigenze di tutte le fasce della popolazione, dai bambini agli anziani, passando per i pazienti fragili e cronici. “Devono essere i servizi che si avvicinano alle esigenze della popolazione”, ha ribadito.

In chiusura, Fantuzzi ha espresso un auspicio chiaro per il futuro della sanità territoriale: “Che si arrivi ad una vera e propria integrazione basata sulle alleanze di tutti i servizi. Quindi tutti gli enti e i servizi possono davvero lavorare insieme per aumentare la salute di tutti”.

Il convegno di Bologna ha così confermato come la farmacia dei servizi rappresenti uno degli strumenti più concreti per costruire una sanità territoriale moderna, integrata e sempre più vicina ai cittadini.

Alessandra Fantuzzi, Direttore del Servizio di Igiene Pubblica dell’AUSL di Modena

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