Amiloidosi cardiaca: quando il cuore parla sottovoce proviamo ad ascoltarlo

Dalla consapevolezza alla diagnosi, un percorso attraverso la rete territoriale: Bayer rilancia l’impegno nei confronti di una patologia cardiovascolare spesso sottovalutata



La salute e la prevenzione a livello cardiovascolare è da tempo al centro dell’attenzione da parte dei medici e del pubblico, ma alcune patologie continuano a rimanere ai margini, nonostante la loro crescente incidenza. Tra queste, l’amiloidosi cardiaca da transtiretina (ATTR-CM) rappresenta un esempio emblematico: una malattia progressiva e degenerativa, spesso sottodiagnosticata, che può compromettere gravemente la funzione del cuore se non intercettata in tempo. In occasione della Giornata Mondiale dell’Amiloidosi Cardiaca, Bayer Italia ha scelto di accendere i riflettori su questa condizione con l’evento “A tutto cuore: il falso mito di una malattia rara”.

L’iniziativa ha riunito istituzioni, specialisti e associazioni di pazienti in un confronto aperto e multidisciplinare, con l’obiettivo di promuovere una cultura della prevenzione fondata sull’ascolto, sull’informazione corretta e sulla diagnosi precoce. L’amiloidosi cardiaca da transtiretina si manifesta quando la proteina TTR, normalmente coinvolta nel trasporto della vitamina A e della tiroxina, diventa instabile, si frammenta e forma fibrille amiloidi che si depositano nel muscolo cardiaco, alterandone la funzionalità. Se non riconosciuta tempestivamente, può evolvere in insufficienza cardiaca e compromettere gravemente la qualità di vita.



Arianna Gregis, Head of Pharmaceuticals di Bayer Italia, ha aperto i lavori sottolineando l’impegno storico dell’azienda nell’area cardiovascolare: “Il cuore, sia in senso clinico che simbolico, è nel nostro DNA. A 125 anni dalla nostra presenza in Italia, intendiamo continuare a innovare con passione e costruire ponti tra scienza, istituzioni e pazienti per un sistema salute più sostenibile e vicino alle persone”.

Il programma dell’evento si è articolato in due tavole rotonde. La prima, “Dal sospetto clinico alla conferma diagnostica: come generare valore per il paziente”, ha affrontato il tema della diagnosi precoce e dell’integrazione territoriale. Emanuele Monti, Presidente della Commissione Welfare della Regione Lombardia e membro dell’AIFA, ha evidenziato come la Regione stia lavorando a un modello che coinvolga attivamente i medici di base: “Serve una rete forte, con medici di base coinvolti nel percorso di cura”, ha affermato, sottolineando l’importanza di intercettare i casi prima che diventino gravi.

Fausto Galanti, Head of Market Access, Public & Regulatory Affairs di Bayer Italia, ha ribadito l’impegno dell’azienda nel creare un ecosistema favorevole all’individuazione precoce della malattia: “Ridurre i tempi tra i primi sintomi e la diagnosi è essenziale per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti”, ha dichiarato, richiamando il ruolo della formazione e dell’innovazione digitale.

La seconda sessione, “Oltre la malattia: un viaggio tra gli aspetti clinici ed emotivi”, ha posto l’accento sul vissuto dei pazienti e sulla necessità di un approccio multidisciplinare. Giuseppe Limongelli, Direttore del Centro di Coordinamento Malattie Rare della Regione Campania, ha sottolineato come l’amiloidosi cardiaca, pur essendo classificata come malattia rara, sia oggi più frequente di quanto si pensi: “È fondamentale un cambio di passo: maggiore attenzione ai segnali precoci e una rete multidisciplinare solida, in grado di integrare competenze cardiologiche, genetiche e internistiche”, ha spiegato.

Lucia Ponti, Professore associato in Psicologia dello sviluppo e dell’educazione dell’Università di Urbino Carlo Bologna, ha evidenziato l’importanza del supporto psicologico nel percorso di cura, mentre Elisabetta Genovesi, Medical Lead Amyloidosis di Bayer Italia, ha illustrato le prospettive cliniche e terapeutiche emergenti. La Dott.ssa Tommasina Iorno, rappresentante di UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare, ha portato la voce dei pazienti, richiamando l’urgenza di una maggiore consapevolezza e di percorsi di cura più accessibili.

L’evento si inserisce in un più ampio progetto di sensibilizzazione sulla salute del cuore, che include iniziative creative come il tram tematico Bayer, in circolazione per le vie di Milano nel mese di ottobre, e la condivisione di rubriche educazionali e testimonianze sui canali social aziendali, con l’hashtag #atuttocuore. «Con questo nostro evento – ha affermato Danilo De Spirito, Responsabile Area Terapeutica Amiloidosi Cardiaca, Bayer Italia – vogliamo promuovere la cultura della prevenzione, partendo dall’ascolto del paziente e da un’informazione corretta. La conoscenza della patologia è il primo passo per poter affrontare le malattie in modo consapevole e tempestivo». «Ogni cuore racconta una storia diversa. Vogliamo essere accanto alle persone, alle famiglie e ai medici, per costruire insieme un percorso di consapevolezza e fiducia verso una diagnosi più precoce e una cura più efficace».



La sfida dell’amiloidosi cardiaca non è solo una questione da demandare ai clinici, ma richiede anche una sensibilità e in approccio in chiave culturale e organizzativa. Riconoscerla per tempo, costruire reti territoriali solide e promuovere un approccio multidisciplinare sono passi fondamentali per trasformare una malattia ancora troppo invisibile in una condizione gestibile. E per fare in modo che il cuore, anche quando parla sottovoce, venga ascoltato, perché l’amiloidosi cardiaca è una malattia progressiva e degenerativa che, se non diagnosticata e trattata per tempo, può compromettere la corretta funzionalità del cuore e di altri organi vitali, impattando la qualità di vita dei pazienti.

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