Cecità in Africa: il lavoro di CBM Italia tra Uganda e Sud Sudan

Prevenzione e cure: come CBM Italia aiuta bambini e adulti in Africa con cecità.

La cecità in Africa è ancora oggi una delle principali emergenze sanitarie: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 26 milioni di persone nel continente convivono con problemi alla vista, e l’80% dei casi è prevenibile o curabile. In questo scenario si inserisce l’impegno di CBM Italia, che opera per garantire cure, prevenzione e inclusione alle persone con disabilità visive. L’organizzazione, parte della rete internazionale CBM – Christian Blind Mission, è attiva in diversi Paesi africani con progetti dedicati alla salute oculare, alla formazione del personale sanitario e al supporto delle comunità più vulnerabili. La storia di questo impegno affonda le radici nel 1908, quando il pastore tedesco Ernst Jakob Christoffel avviò in Turchia una casa per bambini ciechi. Da allora, il modello di intervento si è esteso a livello globale, arrivando oggi a coinvolgere milioni di persone tra Africa, Asia e America Latina. In Africa, dove si concentra gran parte delle attività, CBM Italia è presente in sette Paesi con oltre venti progetti. Tra questi, particolare attenzione è dedicata a Uganda e Sud Sudan, dove l’accesso alle cure oculistiche è ancora estremamente limitato.

Uganda: cure e diagnosi precoce per salvare la vista dei bambini

In Uganda, la carenza di specialisti è evidente: circa 40 oculisti per oltre 50 milioni di abitanti. In questo contesto, CBM Italia sostiene diversi programmi sanitari, tra cui quello attivo presso il Ruharo Mission Hospital di Mbarara. Qui viene affrontato il retinoblastoma, un tumore della retina che colpisce soprattutto i bambini e che può portare alla cecità o alla morte se non trattato in tempo. Grazie agli interventi chirurgici, alle cure mediche e al supporto alle famiglie, i risultati sono concreti: la sopravvivenza dei piccoli pazienti è passata dal 45% al 65%. Oltre alle cure, l’organizzazione investe nella formazione del personale sanitario locale e nella sensibilizzazione delle comunità, fondamentali per favorire diagnosi precoci e accesso tempestivo alle terapie.

Sud Sudan: il primo centro oculistico e le cliniche mobili

In Sud Sudan, CBM Italia ha portato le prime cure oculistiche già nel 2003, collaborando con il Ministero della Salute. Un passo decisivo è stato l’avvio del Buluk Eye Centre a Juba, oggi punto di riferimento per migliaia di pazienti. Nel 2023 è stato lanciato il progetto “The bright sight”, che ha già raggiunto oltre 90.000 persone e formato più di 300 operatori sanitari. Un intervento che ha migliorato in modo significativo l’accesso alle cure, soprattutto nelle aree più isolate. Nel 2024 è stato inoltre inaugurato il primo reparto oculistico pediatrico del Paese, un traguardo importante in un contesto dove gli specialisti sono pochissimi e la domanda di cure è altissima. Le attività includono anche cliniche mobili che raggiungono campi profughi e zone rurali, dove malattie come il tracoma – legate a scarse condizioni igieniche – continuano a causare cecità evitabile.

Prevenzione e inclusione per un cambiamento duraturo

Affrontare la cecità in Africa significa non solo curare, ma anche prevenire e costruire sistemi sanitari più solidi. L’approccio di CBM Italia si basa su collaborazione con istituzioni locali, formazione di professionisti e interventi sul territorio. Dalla chirurgia oculistica alla sensibilizzazione delle comunità, fino alle cliniche mobili nei contesti più difficili, l’obiettivo è garantire il diritto alla vista e migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità. In un continente dove milioni di casi potrebbero essere evitati, investire nella salute visiva significa investire nel futuro delle comunità.

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