DIABETE E COVID. L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

11 novembre 2020 – In Italia il 3% delle persone tra i 35 e i 69 anni ha il diabete, ma non sa di averlo. Questa malattia è una malattia silenziosa e quando la si scopre può aver già creato gravi danni. La prevenzione, la diagnosi e la cura sono ovviamente più difficoltose in questo periodo di Covid. Questo è quanto emerso nella conferenza stampa “Diabete e Covid. L’importanza della prevenzione” organizzata da Diabete Italia Onlus e Motore Sanità. Il diabete è una patologia con cui possiamo convivere e che si può prevenire, ma è fondamentale una maggiore informazione e consapevolezza da parte di tutti i cittadini. Anche in epoca Covid non bisogna abbassare la guardia: le persone con diabete devono misurare costantemente la glicemia e devono rivolgersi in caso di dubbi al proprio medico di fiducia e allo specialista.

“Le persone che soffrono di diabete non hanno un rischio aumentato di incontrare il virus, se naturalmente rispettano tutti i giusti comportamenti di prevenzione, ma hanno un rischio di maggiore gravità della malattia in caso di contagio. I diabetici quindi sono da considerarsi persone più fragili anche perché spesso esprimono un’età avanza e altre patologie ponendoli una posizione di rischio in caso di contagio. I pazienti diabetici però oltre a tutti i comportamenti come il mantenere il distanziamento sociale, indossare la mascherina, ed evitare assembramenti, non devono abbassare la guardia nei confronti della loro malattia. Nonostante le difficoltà che in questo periodo stanno riscontrando nel rimanere in collegamento con il sistema sanitario devono continuare a tenere alta la guardia sul controllo glicemico, devono continuare ad aderire alla terapia e devono continuare a fare attività fisica e perseguire le norme alimentari. Deve essere chiaro che un conto è andare in contro al virus con un buon livello glicemico ed un altro affrontarlo con un diabete profondamente decompensato in partenza”, ha dichiarato Paolo Di Bartolo, Presidente AMD

“Dal diabete non si guarisce, quindi ci si chiede perché ogni anno il paziente deve andare dal medico specialista per vedere rinnovati dei piani terapeutici che nella stragrande maggioranza sono identici di anno in anno. Il rinnovo è certamente un’occasione di controllo da parte dei medici, ma si potrebbero mettere in atto controlli più specifici e comunque tenere in considerazione che questi piani debbano essere rinnovati solo nel caso in cui debbano essere modificati”, ha detto Stefano Nervo, Presidente Diabete Italia

“La cura delle patologie croniche anche durante questo periodo di emergenza Covid-19 deve rimanere una priorità. In particolare dobbiamo assicurare ai bambini e adolescenti con diabete una adeguata continuità nelle cure e nell’assistenza. Inoltre, come SIEDP abbiamo voluto sottolineare che i bambini e gli adolescenti con diabete non debbono essere discriminati nel percorso tortuoso di frequenza scolastica. Dobbiamo garantire loro sicurezza e vigilanza, ma d’altra parte è necessario che proseguano nel loro percorso di crescita sociale e culturale”, ha affermato Riccardo Schiaffini, Dirigente Medico I Livello UOC Diabetologia – Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – IRCCS 

“In questo periodo drammatico è assolutamente necessario lanciare un appello ai direttori di ospedali, ASL e regioni di tenere aperti i centri diabetologici in collaborazione con i MMG, PLS e Farmacie del territorio per permettere ai pazienti diabetici di usufruire dell’assistenza necessario ad un controllo efficace della glicemia essendo i medesimi più sensibili alle complicanze del coronavirus”, ha dichiarato Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità

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