Prevenzione: vaccinazioni e screening attività salvavita ma poco conosciute

Su circa 300 lavoratori, dipendenti di aziende del territorio delle Asl di Salerno e Benevento il 53% non sa o ha sentito parlare vagamente degli screening oncologici e vaccini per adulti offerti gratuitamente presso la propria Asl. Oltre il 50% dei rispondenti vorrebbe ricevere promemoria per gli screening oncologici. Alla domanda su quanto si sente informato sui rischi che alcune malattie prevenibili con i vaccini possono causare (es. dolore cronico da Herpes Zoster, polmonite da Pneumococco, complicanze respiratorie da influenza) il 53% ha risposto che ha poche informazioni e ne vorrebbe sapere di più. E ancora: circa i 2/3 dei rispondenti vorrebbe avere più informazioni sui vaccini raccomandati per adulti in base alle condizioni di salute e avere maggiori notizie sui benefici e sicurezza. Un quadro che si estende anche agli studenti delle scuole superiori di Napoli e provincia che insieme alle fasce di marginalità sono state coinvolte nel progetto regionale Ponte nato dall’alleanza tra Cittadinanzattiva e LinkHealth e giunto alla sua seconda edizione. Quest’anno il progetto ha coinvolto il Comune di Napoli, l’ASL Napoli 1 Centro, l’ASL Napoli 3 Sud, l’ASL Salerno e l’ASL Benevento, con il rafforzamento della rete grazie alla partecipazione dell’Ospedale dei Colli e dell’Università degli Studi di Salerno. I risultati del Progetto sono stati presentati il 14 maggio presso l’auditorium della Regione al Centro direzionale di Napoli. Con il contributo incondizionante di Abbott, Bristol Myers Squibb, Gilead Sciences, GlaxoSmithKline, LEO Pharma, Menarini ricerche, Merck Serono e Pfizer.
A Napoli e provincia 6 gli Istituiti scolastici coinvolti, il Liceo Statale “Gian Battista Vico” e l’Istituto “Enrico Caruso” (entrambi dopo l’esperienza positiva dell’anno scorso), le Superiori dei “Gentileschi” e il Liceo Artistico Statale “Umberto Boccioni” ad Agnano (in un’area territoriale dell’ASL Napoli 1 centro non coperta lo scorso anno) mentre sul territorio della Asl Napoli 3 sud sono coinvolti l’Istituto Statale “Don Milani” a Gragnano e il Liceo Statale “Enrico Medi” a Cicciano.
Da inizio febbraio a maggio sono stati formati 350 Ambasciatori della Salute attraverso un percorso formativo che si è snodato in un totale di 45 incontri che hanno visto gli operatori di ASL Napoli 1 centro, Asl Napoli 3 Sud e Cittadinanzattiva, svolgere il ruolo di formatori nelle aree di competenza su Salute, prevenzione, adozione di stili di vita sani, contrasto alla violenza di genere e promozione di relazioni sociali positive. “Il focus del progetto su giovani e studenti, su lavoratori delle aziende e le fasce di marginalità sociale – ha sottolineato Lorenzo Latella, Cittadinanzattiva, in occasione della presentazione dei risultati del progetto nell’auditorium della Regione al Centro direzionale di Napoli, con Ugo Trama, direttore del dipartimento Salute della Regione e una delegazione dei direttori dei dipartimenti di prevenzione delle Asl insieme a una folta delegazione di studenti – ha mirato a favorire la partecipazione attiva nella co-progettazione e realizzazione di azioni di informazione sulle possibilità della prevenzione, aumentando autoefficacia, motivazione al cambiamento, impegno civico”. Dalle testimonianze dei giovani è emerso come il progetto abbia favorito una maggiore comprensione delle dinamiche legate alla violenza di genere e al bullismo, dei segnali del disagio psicologico e delle modalità per affrontarlo, offrendo strumenti utili per orientarsi tra corretta alimentazione, disturbi alimentari, stili di vita sani e dipendenze patologiche.
Il percorso ha valorizzato anche la creatività dei ragazzi attraverso prodotti concreti: video spot sulla vaccinazione anti-HPV e sugli screening, presentazioni, la collana “Simbiosi” sul tema della diversità di genere, un logo riprodotto su magliette e borse contro la violenza di genere e un abito dedicato ai disturbi alimentari. Questi lavori hanno restituito l’aumento di consapevolezza maturato dai giovani e il loro desiderio di riconoscere le informazioni errate e diffondere conoscenze corrette tra i coetanei. “Ascoltare le presentazioni degli studenti, nel ruolo di driver e Ambasciatori di Salute, è sempre molto emozionante — ha sottolineato Ugo Trama — e rappresenta uno dei valori aggiunti di questo progetto. I loro elaborati sul tema della prevenzione testimoniano consapevolezza, partecipazione e capacità di farsi promotori attivi di una cultura della salute. Il progetto ha coinvolto non solo i giovani, ma anche le famiglie, le fasce più vulnerabili e i lavoratori, confermando quanto la sanità di prossimità si costruisca attraverso il coinvolgimento attivo delle persone e la promozione di una maggiore consapevolezza. La prevenzione è un valore sociale fondamentale per la crescita del benessere collettivo e per la diffusione di una cultura della salute sempre più condivisa.”
2250 persone raggiunte, 289 screening, 302 consulenze, 132 vaccinazione eseguite:
“Grazie ai medici, agli infermieri e ai tecnici delle Asl — ha specificato Lorenzo Latella — sono state effettuate vaccinazioni rivolte ad adolescenti e adulti, lavoratori e fasce sociali di estrema fragilità; consulenze specialistiche; screening per l’epatite C; prenotazioni di screening oncologici e distribuzione dei kit per lo screening del tumore del colon-retto, oltre ad attività di sensibilizzazione. Un grande lavoro di rete, reso possibile dalla collaborazione tra professionisti sanitari, istituzioni e terzo settore, con l’obiettivo di portare la prevenzione sempre più vicino alle persone e di intercettare anche chi, per condizioni sociali o personali, rischia di restare ai margini dei percorsi ordinari di cura.”
Un percorso snodatosi per mesi per potenziare e consolidare in Campania la cultura della prevenzione e del benessere collettivo. Educare, Prevenire, Includere: queste le parole d’ordine di un progetto che ha costruito un ponte culturale per recuperare i ritardi storici in prevenzione che in Campania hanno frenato per anni la valutazione nazionale sui livelli essenziali di assistenza e che ora che la Regione, dopo 20 anni, è tornata adempiente uscendo dal piano di rientro, può rappresentare una leva strategica per sostenere gli investimenti in Salute.

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