Fattori di rischio sottovalutati.
Malattia renale, arriva dagli screening gratuiti nella città di Gragnano una fotografia sui dati epidemiologici nel territorio della provincia di Napoli. La giornata, promossa domenica 19 aprile dal Gruppo Nefrocenter in collaborazione con l’associazione Onlus I.N.Viaggio, ha evidenziato come una quota significativa della popolazione presenti condizioni di rischio per cittadini spesso inconsapevoli.
Circa il 39% delle persone sottoposte a screening ha mostrato valori riconducibili a ipertensione arteriosa o possibili patologie cardiovascolari, confermando il forte legame tra salute del cuore e funzione renale.
Il 27% dei partecipanti, invece, ha evidenziato condizioni di sovrappeso o obesità, fattori che incidono in modo diretto sul metabolismo e rappresentano un ulteriore elemento di rischio rilevante per lo sviluppo di patologie croniche, incluse quelle renali. Nel 7% dei casi sono poi emersi indicatori compatibili con una possibile malattia renale cronica, una condizione che, nelle fasi iniziali, può essere completamente asintomatica e che, proprio per questo, richiede strumenti di prevenzione attiva sul territorio. Per i cittadini ai quali sono stati riscontrati tali indicatori è stato già attivato un percorso di controlli più approfonditi presso centri specializzati con un approccio integrato tra screening, diagnosi e continuità assistenziale.
Complessivamente, dunque, oltre il 70% dei soggetti valutati ha presentato almeno un fattore di rischio o un’alterazione clinica meritevole di approfondimento specialistico. I dati emersi rafforzano il ruolo strategico della prevenzione: “Individuare precocemente segnali di rischio – si legge in una nota diffusa dal gruppo Nefrocenter – consente di intervenire in modo tempestivo, riducendo la probabilità di evoluzione verso forme più gravi di malattia renale. Intervenire sul territorio, con la collaborazione, a Gragnano dell’associazione Onlus I.N.Viaggio, ci ha consentito di raggiungere pazienti che in assenza di una presa in carico avrebbero con un’alta percentuale sviluppato una malattia cronica”.




