Tumori rari, Merck affida a Dario Floris la guida della nuova divisione dedicata

Con la nomina a Country Lead Rare Tumors Italy, Floris guiderà il lancio del portafoglio SpringWorks, che include le prime terapie approvate per tumori desmoidi e NF1-PN


Nella pratica clinica in oncologia l’attenzione verso i tumori rari si fa sempre più concreta. Merck, azienda globale fortemente proiettata verso l’innovazione scientifica e tecnologica, ha annunciato la nomina di Dario Floris come Country Lead Rare Tumors Italy, affidandogli la guida della nuova divisione nazionale dedicata alle patologie oncologiche rare. La scelta arriva in un momento cruciale, a seguito dell’acquisizione di SpringWorks Therapeutics, società biofarmaceutica specializzata nello sviluppo di terapie mirate per tumori rari e tumori ematologici.

La nomina di Floris, che riporterà direttamente a Francois Feig, Europe Regional VP Rare Tumors, segna l’avvio ufficiale della filiale italiana della divisione Rare Tumors. “Il lancio di SpringWorks in Italia segna un momento storico per la nostra organizzazione e, soprattutto, per i pazienti con tumori rari,” ha dichiarato Floris (foto sotto). “Sentiamo un profondo senso di responsabilità nel portare un nuovo orizzonte di speranza a coloro che sono colpiti da tumori desmoidi e NF1-PN. SpringWorks rappresenta la più grande acquisizione nel settore sanitario di Merck negli ultimi 20 anni ed è una prova tangibile del nostro impegno quotidiano nel trasformare la vita dei pazienti”.



Con un’esperienza consolidata in Merck Italia dal 2017, Floris ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in ambiti strategici come fertilità, endocrinologia, cardiovascolare e oncologia. Il percorso professionale, arricchito da esperienze in settori diversi come alimentare, beni di consumo e telecomunicazioni, lo rende una figura chiave per guidare l’espansione della divisione tumori rari in Italia. SpringWorks Therapeutics, ora parte del gruppo Merck, ha sviluppato il primo e unico farmaco approvato dalla FDA e dall’European Commission per il trattamento dei tumori desmoidi negli adulti, e per i neurofibromi plexiformi associati alla neurofibromatosi di tipo 1 (NF1-PN), sia negli adulti che nei bambini. Si tratta di patologie rare e complesse, spesso prive di opzioni terapeutiche efficaci, che impattano profondamente sulla qualità di vita dei pazienti. L’arrivo di queste terapie rappresenta una svolta significativa, non solo dal punto di vista clinico, ma anche per la costruzione di percorsi di cura più inclusivi e personalizzati.

L’impegno di Merck nel campo dei tumori rari si inserisce in una strategia più ampia che abbraccia i settori healthcare, life science ed electronics. Con oltre 62.000 dipendenti e una presenza in 65 Paesi, l’azienda ha generato nel 2024 vendite per 21,2 miliardi di euro. La sua missione è chiara: fare una differenza positiva nella vita delle persone, attraverso la ricerca scientifica e una gestione imprenditoriale responsabile. Dalle tecnologie per l’editing genetico ai trattamenti per le patologie più difficili, fino allo sviluppo di dispositivi intelligenti, Merck continua a investire in soluzioni che migliorano il modo di vivere e curarsi.

La creazione della divisione Rare Tumors in Italia, guidata da Dario Floris, rappresenta un tassello fondamentale in questo percorso. L’obiettivo è costruire una rete solida e competente, capace di portare sul territorio nazionale le innovazioni terapeutiche di SpringWorks, garantendo accesso, informazione e supporto ai pazienti e ai clinici. In un ambito dove la rarità spesso si traduce in solitudine e mancanza di risposte, l’arrivo di nuove terapie e di una struttura dedicata può davvero cambiare il destino di molte persone. Con questa mossa, Merck conferma il proprio ruolo di protagonista nella medicina del futuro, dove anche le patologie rare hanno voce in capitolo, attenzione e soluzioni. E dove ogni paziente, indipendentemente dalla complessità della sua condizione, può contare su un impegno concreto per una vita migliore.

I tumori desmoidi e i neurofibromi plexiformi associati alla neurofibromatosi di tipo 1 (NF1-PN) sono due forme rare di tumore dei tessuti molli, caratterizzati da crescita lenta, ma possono compromettere seriamente la qualità della vita. I desmoidi, noti anche come fibromatosi aggressive, sono neoplasie benigne ma localmente invasive, che originano dal tessuto connettivo, in particolare dai fibroblasti. Sebbene non diano metastasi, possono infiltrare i tessuti circostanti e recidivare dopo il trattamento. Possono insorgere in qualsiasi parte del corpo, con una predilezione per la parete addominale, il mesentere, gli arti e il tronco. I sintomi variano in base alla localizzazione e possono includere dolore, gonfiore, limitazione dei movimenti o compressione di organi vicini. Negli ultimi anni, l’approccio terapeutico è cambiato: si tende a evitare interventi chirurgici invasivi, ricorrendo piuttosto alla sorveglianza attiva e alle terapie farmacologiche mirate, per preservare la funzionalità.

I neurofibromi plexiformi sono tumori benigni dei nervi periferici che si sviluppano in persone affette da neurofibromatosi di tipo 1 (NF1), una malattia genetica rara. Questi possono essere congeniti e tendono a crescere nel tempo, coinvolgendo più rami nervosi e i tessuti circostanti. La loro estensione può causare dolore cronico, disfunzioni neurologiche, deformità e, in alcuni casi, trasformarsi in tumori maligni della guaina nervosa. Fino a tempi recenti, le opzioni terapeutiche erano molto limitate. Oggi, grazie allo sviluppo di farmaci mirati, esistono terapie approvate sia per adulti che per bambini in grado di ridurre il volume tumorale e alleviare i sintomi. Entrambe le patologie rientrano nell’ambito dei tumori rari. L’innovazione in questo campo è un passo fondamentale per offrire nuove speranze di cura a pazienti che, troppo spesso in passato, si sono sentiti come invisibili.

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