La carica delle start up

Le start up sono il futuro dell’impresa italiana, anche di quella farmaceutica e dei devices, e serve investire di più per farle crescere.

Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e sanità digitale, aziende multinazionali e start up, un connubio strategico in un momento storico come quello attuale e al centro della sanità italiana. Il tema è stato portato al tavolo di confronto dai massimi esperti presenti alla Midsummer School organizzata da Motore Sanità a Tivoli.

Andrea Bairati, Presidente AIRI – Associazione Italiana per la Ricerca Industriale, ha aperto i lavori fornendo il punto della situazione sull’attività delle startup in Italia. “In Italia sono state censite e registrate circa 15mila start up innovative e 170 incubatori. Il 77% delle start up si occupano di servizi, il 18% nell’area manifatturiera, il 4% nel commercio e solo l’1% nella chimica/pharma. Nelle startup lavorano circa 60mila dipendenti.

Nelle start up c’è molto fermento, energia competenza, ma si cresce poco e troppo lentamente. Queste imprese sono il futuro della demografia d’impresa, quindi dobbiamo farle crescere anche mettendole in contatto con le imprese di maggiori dimensioni, oltre che con la finanza.

Marco Knaflitz, Responsabile dell’Ingegneria Clinica presso il Politecnico di Torino, ha parlato di start up come “imprese giovani ad alto contenuto tecnologico ed innovativo, con forti potenzialità di crescita, però devono possedere delle caratteristiche ben precise per decollare e portare alla società il loro progetto per il quale si sono costituite, altrimenti rischiano di fallire nel loro intento”.

Antonella Levante, Vice President di IQVIA, azienda globale di big data, clinici e sanitari ha espresso il timore che nel futuro le giovani generazioni faranno fatica a lavorare nelle grandi aziende e nelle pubbliche amministrazioni; se non si trova un modello paese Italia che sfrutti le migliori energie che sono quelle che spesso dal Politecnico finiscono nelle startup, sarà una gravissima perdita.

Bisogna guardare ad un modello che vada oltre il PNRR perché La spinta vera verrà dalla capacità delle start up di trovare dei grandi partner che assicurino la solidità finanziaria e operativa per portare l’innovazione sul mercato.

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