Farmaci: Pay back, appalti e prezzi per la tenuta della filiera

Le richieste delle aziende dei farmaci fuori brevetto in vista dell’apertura del cantiere sul Ddl delega
«Eliminazione del  pay‑back sugli acquisti diretti, effettuati dal SSN tramite gara, che oggi incide fino al 18% del fatturato; adozione dell’accordo quadro multi‑aggiudicatario per le gare pubbliche riferite ai prodotti fuori brevetto, per garantire una risposta strutturale al fenomeno delle carenze; adeguamento dei prezzi dei medicinali inferiori ai 5 euro per tutelare l’accesso a terapie essenziali a basso costo; eliminazione del pay-back dell’1,83% sulla convenzionata, che per il comparto dei fuori brevetto erode margini già ridotti».
Sono queste le richieste essenziali e non più rinviabili avanzate da Stefano Collatina, presidente di Egualia (associazione delle aziende produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines) nel corso del convegno “Verso il Testo Unico della Legislazione Farmaceutica” organizzato oggi a Montecitorio dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato,  per presentare l’iniziativa di uno schema di Ddl delega per il Testo Unico della legislazione farmaceutica, con l’obiettivo di riordinare e razionalizzare l’intera normativa.
«Condividiamo e apprezziamo la volontà di riordinare la normativa vigente del settore, promuovere un sistema più coerente con al centro i bisogni dei cittadini e garantire sostenibilità ed efficienza dell’intera filiera espressa dal sottosegretario Gemmato – ha proseguito il presidente di Egualia – ma ribadiamo che senza gli interventi elencati il settore non sarà più sostenibile e potrebbe cessare di svolgere il proprio ruolo essenziale  a vantaggio del SSN e del Paese. Un sistema, non dimentichiamolo, che tratta milioni di pazienti cronici ogni giorno in farmacia ed ospedale con una frazione molto piccola della spesa farmaceutica. ».
«Se non ci fossero stati i farmaci accessibili, tra il 2016 e il 2024 la spesa farmaceutica sarebbe stata più elevata di 7,4 miliardi di euro. Le trasformazioni a livello internazionale le crisi dell’ultimo decennio hanno confermano il ruolo dei  farmaci equivalenti e biosimilari come pilastro della sicurezza economica e geopolitica italiana. In questo scenario, gli equivalenti e i biosimilari non sono soltanto medicinali a basso costo – ha concluso Collatina – costituiscono un asset strategico che assicura terapie di qualità a milioni di pazienti, decisivi per la sostenibilità del SSN e per l’occupazione qualificata sul territorio». 

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