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Nuovo contratto, aumenti fino a 530 euro da marzo: arretrati fino a 14 mila euro per gli apicali

E si lavora subito al triennio 2025-2027.

Medici, siglato il nuovo contratto 2022-2024: aumenti a partire dal prossimo marzo per medici e dirigenti sanitari del Servizio sanitario nazionale (SSN). L’aumento ammonta a circa 491 euro al mese, grazie all’entrata in vigore del contratto 2022-2024. Questo aumento corrisponde a un incremento medio del 7,27% e sarà sulla busta paga da questo mese.
L’ammontare totale degli aumenti vale 1,2 miliardi di euro che saranno distribuiti tra i 137mila dirigenti sanitari, di cui 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici. Inoltre, sono previsti anche arretrati che in media si avvicinano ai 7mila euro ma che, per i ruoli di direzione (primario e direttori di dipartimento) possono arrivare intorno ai 14mila euro.
Il contratto prevede anche altre novità, come la possibilità di ricostituzione del rapporto di lavoro entro 5 anni dalla cessazione e una specifica tutela per il personale vittima di aggressioni, con patrocinio legale a carico dell’azienda e supporto psicologico su richiesta.
Il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) 2022-2024 per i medici e i dirigenti sanitari del Servizio sanitario nazionale (Ssn) è stato firmato dopo la certificazione della Corte dei Conti. L’incremento medio dello stipendio è di 7,27% sullo stipendio, pari appunto a circa 491 euro lordi al mese per 13 mensilità. Secondo le stime dei principali sindacati ospedalieri gli incrementi retributivi vanno dai 322 euro lordi mensili per gli incarichi professionali iniziali ai 530 euro lordi mensili per i direttori di struttura complessa di area chirurgica. Gli arretrati oscillano tra gli 8.710 euro per gli incarichi professionali iniziali e i 14.540 euro per i direttori di struttura complessa di area chirurgica e i direttori di dipartimento. Tra le altre misure previste dal nuovo contratto ci sono quelle per garantire un’effettiva fruizione delle ferie, anche durante il periodo di preavviso.
Il contratto è stato firmato dall’ARAN e dalle organizzazioni sindacali, ad eccezione della Cgil e apre la strada alle trattative per il nuovo contratto 2025-2027.
L’ipotesi di contratto era stata siglata lo scorso 18 novembre senza l’adesione di Fp Cgil Medici e Fassid. Con la firma definitiva resta solo il no della Cgil, mentre Fassid ha alla fine sottoscritto il contratto definitivo.
“Con la firma definitiva di oggi si chiude il triennio 2022-2024 assicurando incrementi economici significativi ai medici e ai dirigenti sanitari del Ssn”, afferma il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo. “Ringrazio le organizzazioni sindacali per il confronto serio e costruttivo che ha consentito di raggiungere questo risultato. Il Comitato di indirizzo delle Regioni ha approvato gli atti di indirizzo sia per il comparto sia per la dirigenza sanitaria”. Dopo il via libera del ministero dell’Economia e delle Finanze sono avviate formalmente le trattative per i Ccnl 2025-2027. “Una Pubblica amministrazione più solida e strutturata è la base per servizi pubblici più efficienti e vicini alle persone”, sottolinea proprio il ministro della Pa, Paolo Zangrillo.
Il contratto 2022-2024 è prevalentemente economico e apre rapidamente il confronto sul CCNL 2025-2027 per riallineare finalmente la contrattazione al triennio di riferimento. E’ quanto dichiarano Pierino Di Silverio, Segretario ANAAO ASSOMED, e Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED. Aspre critiche arrivano invece da Di Silverio e Quici alla mancata adozione, nella legge di Bilancio prima e nel Milleproroghe poi, della norma che avrebbe permesso il pagamento immediato degli aumenti dell’indennità di specificità, già stanziati “ma incomprensibilmente vincolati alla firma del contratto 2025-2027!”.
Il nuovo contratto mette inoltre un puntello alla retribuzione di posizione (la parte fissa della busta paga) che per i dirigenti neoassunti registra un incremento del 55%. Una misura che mira a valorizzare l’ingresso dei giovani professionisti nel Servizio sanitario nazionale e ad incrementare gli accessi nei concorsi banditi da Asl e ospedali.
Incrementate anche l’indennità di direzione di struttura complessa e di specificità per i profili medico-veterinari e sanitari.

La macchina dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego per la sanità vede il comitato di settore muoversi in contemporanea verso gli atti di indirizzo per il via alle trattative per il triennio 2025/27, (medici e infermieri e tecnici delle 19 professioni sanitarie e gli altri dipendenti del comparto”. Nel piatto ci sono 3,54 miliardi di euro in toto e a regime da attribuire a 730.509 persone. Gli effetti economici dei rinnovi si tradurranno, in base ai soli fondi contrattuali, in aumenti del 5,4% ossia, mediamente, 387,1 euro lordi al mese per i medici e 143,7 euro per i non dirigenti.
La Cgil come detto non ha firmato: “Oggi non firmiamo il rinnovo del contratto definitivo 2022/2024 dei Dirigenti Medici, Sanitari e Veterinari, dopo che a novembre non abbiamo sottoscritto l’ipotesi di accordo, perché è un contratto definanziato di ben 580 euro lorde al mese rispetto all’inflazione del triennio, che non introduce nulla di normativo e che peggiora le sperequazioni a danno dei Dirigenti Sanitari e delle Professioni Sanitarie”. 
Lo dichiara Giosué Di Maro, Segretario Fp Cgil Campania e Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN che ribadisce il NO alla sottoscrizione del CCNL 2022/2024 anche per i Dirigenti del Servizio Sanitario pubblico.
“Il S.S.N. sta vivendo la peggiore fase storica da quando è stato istituito, il definanziamento tocca punte a ribasso mai raggiunte rispetto al PIL, manca personale in Campania e su tutto il territorio nazionale, le retribuzioni sono le più basse d’Europa, le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi peggiorano ogni giorno, quasi quotidiane le aggressioni contro gli operatori da parte di cittadini prostrati dalla lunga attesa di un posto letto disponibile che li costringe a rimanere in barella per giorni in P.S., i concorsi vanno deserti per le pessime condizioni di lavoro e inarrestabile è la fuga dei professionisti verso l’estero o verso il privato”.
“Di fronte a questo scenario desolante” continua “come Organizzazione Sindacale, sentiamo il dovere di opporci allo smantellamento dell’offerta di salute pubblica che questo Governo sta perpetrando a partire dal definanziamento del Contratto”. “Inaccettabile poi che a fronte di un aumento mortificante di 90 euro lorde al mese sul tabellare, che troveremo in busta paga a marzo/aprile rispetto a quanto già percepito, si sia deciso di congelare fino al prossimo contratto le risorse, già finanziate per l’aumento dell’indennità di specificità. Circa 300 euro lorde in più al mese che a tutt’oggi mancano per i Dirigenti Sanitari e delle Professioni Sanitarie”.
“Contestare oggi questo contratto ci deve dare la forza di coinvolgere le lavoratrici e i lavoratori nella difesa e nel potenziamento del SSN pubblico, per creare migliori presupposti per il triennio 2025/2027, per recuperare le risorse ancora assenti per le indennità di specificità e di esclusività dei Dirigenti Sanitari e delle Professioni Sanitarie, per avviare da subito una nuova stagione contrattuale per affrontare i temi economici e normativi utili a migliorare le condizioni di lavoro e la qualità delle cure che oggi non hanno trovato nessuna risposta”. Conclude il Segretario Di Maro.

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