Medicina di genere, le priorità nella Giornata Nazionale della Salute della Donna

Istituzioni, clinici e associazioni chiedono un cambio di passo per rispondere ai bisogni specifici. UCB rilancia l’urgenza di un approccio inclusivo nelle cronicità, al fine di supportare scelte consapevoli

Negli ultimi anni la medicina ha compiuto passi importanti verso una maggiore personalizzazione delle cure, ma la prospettiva di genere resta ancora un terreno da consolidare. La Giornata Nazionale della Salute della Donna richiama l’attenzione su un tema che attraversa prevenzione, diagnosi, terapie e qualità della vita, soprattutto per le donne che convivono con patologie croniche. La prospettiva è quella di costruire un modello di cura capace di riconoscere le differenze biologiche, ormonali e sociali che influenzano la salute femminile lungo tutto l’arco della vita, superando lacune ancora evidenti nella gestione delle malattie croniche e reumatologiche.

In questo senso si inserisce l’impegno di Ucb, che ribadisce la necessità di un’innovazione sanitaria inclusiva, attenta alle specificità femminili e orientata a colmare i gap di conoscenza sulla biologia della donna e sulle interazioni con le terapie nei momenti più delicati, come età fertile, gravidanza, allattamento e menopausa. Un approccio che punta a integrare la prospettiva femminile nei percorsi clinici e nella ricerca real life, con l’obiettivo di favorire scelte di salute informate e consapevoli.

Sul fronte istituzionale, cresce l’attenzione verso la medicina di genere come elemento strutturale del Servizio sanitario nazionale. Ignazio Zullo, membro della X Commissione permanente del Senato e primo firmatario del Ddl “Misure per il potenziamento della Medicina di genere nel Servizio sanitario nazionale”, sottolinea come il provvedimento miri a rafforzare un approccio personalizzato alla cura, coinvolgendo strutture pubbliche e private convenzionate nelle attività assistenziali, formative e di ricerca. Il disegno di legge, già esaminato in Commissione Sanità, punta a definire Linee guida specifiche e a rendere questo approccio sempre più efficace e sistemico.

Le patologie reumatologiche croniche rappresentano un caso emblematico: colpiscono in misura significativamente maggiore le donne, spesso in età fertile e nel pieno della vita lavorativa e familiare. “Questa prevalenza è legata a fattori complessi, che includono differenze ormonali, genetiche e immunologiche”, spiega Roberto Caporali, presidente eletto della Società italiana di reumatologia. L’impatto sulla qualità di vita è rilevante, soprattutto in relazione a gravidanza, maternità e gestione della quotidianità. Da qui la necessità di diagnosi precoce, accesso tempestivo alle terapie e percorsi clinici personalizzati.

“Promuovere un’innovazione sanitaria che tenga conto dei bisogni specifici delle donne è fondamentale”, afferma Federico Chinni, amministratore delegato di Ucb Italia. “Empowerment significa rendere possibili scelte di salute informate, basate su dati affidabili”. L’impegno dell’azienda si traduce anche nel sostegno a campagne come “Genere Donna”, dedicata alla medicina di genere nelle patologie reumatologiche e dermatologiche, e “Fai la tua mossa”, rivolta alle donne con osteoporosi.

Le associazioni dei pazienti confermano la necessità di un cambio di prospettiva. “Le donne rappresentano una quota significativa dei pazienti reumatologici, spesso con diagnosi tardive e un forte impatto sulla vita quotidiana”, osserva Silvia Tonolo, presidente Anmar. Accanto agli aspetti clinici, resta centrale il supporto psicologico e sociale, con strumenti come numeri verdi, webinar e piattaforme informative. Antonella Celano, presidente Apmarr, sottolinea come le differenze tra uomo e donna incidano profondamente su prevenzione, diagnosi e cura: “Troppo spesso le donne trascurano sé stesse, impegnate tra lavoro e famiglia. È essenziale che si prendano cura della propria salute, aderendo agli screening e adottando stili di vita sani”.

La salute femminile, ricordano le associazioni, non è una ricorrenza ma una priorità quotidiana. Una priorità che richiede risorse, attenzione e un approccio realmente umano, capace di riconoscere la complessità delle donne e il loro ruolo centrale nel benessere della società.

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