L’ipoparatiroidismo, verso un modello nazionale: dalla roadmap regionale alle proposte di sistema

Si è svolto a Roma lo scorso 28 aprile l’evento “Ipoparatiroidismo. Costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema”, organizzato da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Ascendis Pharma. Un appuntamento che ha riunito esperti e stakeholder con l’obiettivo di fare il punto su una patologia ancora poco riconosciuta e di delineare un percorso strutturato a livello nazionale.

Tra i protagonisti del confronto, Luca Persani, Professore Ordinario di Endocrinologia all’Università di Milano e Direttore dell’UOC di Endocrinologia e Malattie Metaboliche presso l’IRCCS Istituto Auxologico Italiano, ha sottolineato come l’ipoparatiroidismo rappresenti ancora oggi una condizione sottostimata e spesso non adeguatamente trattata.

“L’ipoparatiroidismo è una patologia che non ha ricevuto finora una terapia adeguata”, ha spiegato Persani ai microfoni di Mondosanità. “Molti pazienti convivono con trattamenti che non riescono a regolarizzare la calcemia, con un impatto significativo sulla qualità della vita quotidiana”.

Negli ultimi anni, tuttavia, il panorama terapeutico sta cambiando grazie all’introduzione di nuove opzioni, tra cui terapie sostitutive mirate. Questo ha favorito anche il riconoscimento della necessità di percorsi diagnostico-terapeutici più strutturati, in grado di intercettare precocemente i pazienti e garantire loro un trattamento appropriato.

L’ipoparatiroidismo si presenta infatti come una malattia altamente eterogenea. La causa più frequente è quella post-tiroidectomia, ma esistono forme transitorie e permanenti, oltre a varianti di diversa origine. Questa complessità rende spesso difficile identificare i pazienti che possono beneficiare maggiormente delle nuove terapie sostitutive.

“In questo contesto – ha aggiunto Persani – il lavoro che si sta sviluppando a livello regionale, e il suo trasferimento su scala nazionale, è fondamentale per individuare i casi che necessitano di maggiore attenzione e di un trattamento più adeguato”.

Uno degli elementi chiave emersi durante l’evento è la necessità di un approccio multidisciplinare. La gestione ottimale della patologia richiede infatti il coinvolgimento di diverse figure specialistiche: endocrinologi, internisti, medici di pronto soccorso – spesso primi a intercettare i pazienti in condizioni acute – ma anche nefrologi, chirurghi, pediatri e genetisti, soprattutto nei casi di origine non chirurgica o su base genetica.

L’obiettivo è costruire centri di riferimento in cui questo team multidisciplinare possa operare in modo coordinato, garantendo diagnosi più tempestive e percorsi di cura personalizzati.

L’incontro di Roma rappresenta dunque un passo importante verso la definizione di un modello nazionale condiviso, capace di superare le disomogeneità regionali e di offrire ai pazienti con ipoparatiroidismo una presa in carico più efficace, strutturata e uniforme su tutto il territorio italiano.

Luca Persani, Professore Ordinario di Endocrinologia all’Università di Milano e Direttore dell’UOC di Endocrinologia e Malattie Metaboliche presso l’IRCCS Istituto Auxologico Italiano

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