Case green, qualità dell’abitare: luce naturale, ventilazione e schermature solari

A Roma il confronto istituzionale su “Qualità degli Ambienti Interni” nel quadro della direttiva europea EPBD


La trasformazione del patrimonio edilizio europeo non riguarda più soltanto l’efficienza energetica. La crescente attenzione verso il benessere delle persone, la salute pubblica e la resilienza climatica sta ridefinendo il modo in cui si progettano, si riqualificano e si valutano gli edifici. Luce naturale, ventilazione, qualità dell’aria e strategie passive di raffrescamento stanno emergendo come elementi centrali di una nuova cultura dell’abitare, capace di coniugare sostenibilità, comfort e produttività. In questo scenario, la revisione della Energy Performance of Buildings Directive (EPBD) rappresenta un passaggio cruciale per tutti i Paesi membri, chiamati a integrare nei propri strumenti normativi una visione più ampia della prestazione edilizia.

È in questo contesto che si è svolta a Roma la tavola rotonda istituzionale “La buona edilizia. Cuore della crescita economica ed elemento essenziale per il benessere delle persone”, promossa da Velux Italia con il contributo scientifico della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima). L’incontro ha posto al centro del dibattito la Qualità degli Ambienti Interni (QAI) come componente strutturale della transizione edilizia, in vista del recepimento nazionale della EPBD previsto entro maggio 2026. Un confronto che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo tecnico-scientifico e della filiera delle costruzioni, tra cui Enea, l’Istituto Superiore di Sanità, esponenti del Parlamento e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, oltre a Green Building Council Italia, Unicmi, Renovate Italy e il Gruppo Velux.

Il messaggio emerso con maggiore forza è la necessità di superare una visione limitata alla sola riduzione dei consumi energetici, per adottare un approccio integrato che consideri la prestazione dell’edificio in relazione alla salute, al comfort, alla luce naturale, alla qualità dell’aria e al benessere cognitivo. La QAI, è stato ribadito, deve diventare un parametro riconosciuto e misurabile nelle politiche pubbliche, negli strumenti normativi e nei meccanismi di mercato, in coerenza con la nuova direttiva europea.

Tra le priorità individuate durante la tavola rotonda figurano l’integrazione degli indicatori climatici estivi, come i Cooling Degree Days (CDD), nelle analisi energetiche nazionali; la valorizzazione degli standard europei e italiani sulla progettazione della luce naturale; una maggiore trasparenza delle prestazioni di comfort estivo e qualità dell’aria negli Attestati di Prestazione Energetica (APE) e nei bandi pubblici; la semplificazione degli interventi mirati al miglioramento della QAI; e l’introduzione di criteri premiali misurabili per luce naturale, ventilazione naturale e schermature solari esterne nelle procedure di appalto e negli strumenti incentivanti.

La discussione è stata sostenuta da un corpus crescente di evidenze scientifiche che dimostrano come la qualità degli ambienti interni generi benefici sanitari, sociali ed economici tangibili. Studi internazionali mostrano che un adeguato accesso alla luce naturale può migliorare le performance lavorative fino a circa il 15% negli uffici e tra il 7% e il 18% negli ambienti educativi. In ambito sanitario, incrementi di 100 lux di luce naturale sono associati a una riduzione media della degenza ospedaliera di 7,3 ore. Anche dal punto di vista energetico, l’uso efficace della luce naturale consente riduzioni dei consumi elettrici per illuminazione comprese tra il 20% e il 60% negli edifici per uffici e tra il 16% e il 20% nel residenziale, in un contesto in cui l’illuminazione rappresenta ancora una quota rilevante dei consumi nazionali.

Un ruolo determinante è svolto dalle strategie passive di adattamento climatico, in particolare dalle schermature solari esterne, capaci di ridurre il surriscaldamento estivo, stabilizzare le temperature interne, contenere i picchi di domanda elettrica e migliorare il comfort termico e visivo. Queste soluzioni contribuiscono anche a ridurre l’esposizione allo stress da caldo, un fattore di rischio crescente per la salute, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.

Nel corso dell’incontro, Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale, ha sottolineato il valore sanitario delle schermature solari esterne: «Nel recepimento della direttiva europea Energy Performance of Buildings Directive (EPBD) è fondamentale riconoscere il ruolo strategico delle schermature solari esterne come misura strutturale di prevenzione sanitaria, oltre che di efficienza energetica. Le schermature riducono il surriscaldamento estivo, limitano il ricorso alla climatizzazione, migliorano il comfort termico e proteggono da stress da caldo, disturbi del sonno e aggravamento delle patologie cardiovascolari e respiratorie, soprattutto nelle popolazioni più vulnerabili. Integrare questi sistemi nella normativa significa investire in salute pubblica, resilienza climatica e qualità dell’abitare».

Un appello alla necessità di un riconoscimento normativo della QAI è arrivato anche da Lorenzo Di Francesco, Public Affairs Manager di Velux Italia: «È tempo di dare cittadinanza normativa alla Qualità degli Ambienti Interni: inserirla in leggi, capitolati e APE con criteri misurabili e premialità per luce naturale, ventilazione e schermature. La QAI contribuisce in modo diretto alla salute pubblica e alla competitività del Paese».

La tavola rotonda ha infine evidenziato l’urgenza di un cambio culturale nel settore edilizio: passare da un approccio basato sul solo bilancio energetico statico a una visione integrata della prestazione dell’edificio lungo l’intero ciclo di vita. Una prospettiva in cui qualità dell’abitare, salute e benessere diventano obiettivi centrali delle politiche pubbliche e delle strategie di sviluppo, come ricordato dal Presidente di Green Building Council Italia, Fabrizio Capaccioli. Si sta dunque delineando un passaggio significativo verso una nuova idea di edilizia, in cui la sostenibilità non si misura soltanto in kilowattora risparmiati, ma guardando anche ai requisiti degli edifici in grado di migliorare la percezione di benessere delle persone che soggiornano al loro interno.

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