Covidcenter: cosa accade dentro la struttura?

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Da quando, quasi un anno fa, la pandemia da covid si è fatta strada in Europa ed in Italia, sui medici e tutti i lavoratori del comparto sanitario che lavorano nei Covidcenter, grava un peso enorme: riuscire a salvare più vite possibile dalla pandemia.

Un compito gravoso sotto tutti i punti di vista che stoicamente viene affrontato da tutti i lavoratori. Una categoria che grazie al suo coraggio ed ai suoi sforzi in questi mesi è stata fregiata del soprannome di “angeli delle corsie”.

Se tutti gli italiani riconosco il merito di queste persone ben poco si sa di cosa accade all’interno di un Covidcenter.

Una delle aree più colpite sia nella prima che nella seconda ondata è il Veneto, Regione il cui SSR è stato sottoposto ad una pressione enorme ma che grazie allo sforzo congiunto di amministratori, manager sanitari e medici è riuscito a superare le fasi più complesse della pandemia.

Uno dei punti di forza del sistema veneto sono stati gli ospedali covid, come quello diretto da Paolo Montresor, Direttore Medico Ospedale Covid ULSS 9 Verona.

L’ospedale che dirigo è l’unico centro operativo nella provincia che si occupa esclusivamente della cura dei malati da covid – spiega Montresor – abbiamo una dotazione di sistema che può arrivare a 200 posti letto. Questi letti erano stati creati per le patologie di riferimento del territorio, poi con l’arrivo della prima ondata la trasformazione. Con grande capacità e spirito di abnegazione di tutti gli operatori che lavorano qui abbiamo predisposto il centro per affrontare l’epidemia. Una volta usciti dalla prima ondata – prosegue il direttore –  c’è stato quello spirito di leggerezza che ci ha riportati nella seconda andata. Oggi – sottolinea Montresor – abbiamo a disposizione un minor numero di posti letto rispetto alla prima ondata a causa del problema delle risorse umane che nell’ambito medico sono sempre più carenti. In questo momento abbiamo operativi 120 posti letto e sono tutti occupati da malati covid. Per gestire meglio i pazienti abbiamo suddiviso le degenze in quatto aree: non critica, malattia infettive, sub-intensiva e rianimatoria. Questa struttura – spiega Montresor– dispone di quindici posti di terapia intensiva ma stiamo lavorando per portali a venti. Potremmo potenzialmente portare il numero di posti di terapia intensiva a trenta, ma non è facilmente realizzabile vista la mancanza di medici anestesisti, stesso problema anche per il personale infermieristico“.

Dove inizia il ricovero del paziente nel Covidcenter?

Il ricovero inizia dal pronto soccorso, poi moduliamo la sua degenza e le sue cure rispetto al grado di gravità. In pronto soccorso i pazienti arrivano o grazie a parenti e amici o attraverso la rete della ambulanze del 118“.

Quale è la degenza media per un paziente di media criticità?

“E’ Molto variabile in base al decorso della malattia, ma come media è di 10-15 giorni. Mentre per chi è ricoverato in rianimazione il decorso è molto più lungo”.

Come si veste un medico o un infermiere per accudire un paziente covid?

“L’operatore si deve vestire in maniera completamente isolante rispetto al contagio, è una operazione che abbiamo imparato esercitandoci e soprattutto avendo accanto una persona che ci controlla. E’ paragonabile alla vestizione di un’astronauta. L’operazione non è complessa solo nella vestizione ma anche nella svestizione perché quegli abiti possono essere vettore di contagio“.

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