Il dolore cronico flagello silenzioso: oltre 10 milioni di italiani ne soffrono

Nuovo studio dell’Istituto Superiore di Sanità rivela l’entità del dolore cronico in Italia, mettendo in luce le sue cause, il suo impatto e la necessità di interventi mirati per migliorare la qualità della vita dei pazienti

Una nuova ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità ha gettato luce su una realtà spesso misconosciuta ma altamente diffusa: il dolore cronico. Secondo il Rapporto Istisan, intitolato ‘Dolore cronico in Italia e suoi correlati psicosociali dalla Indagine europea sulla salute (European Health Interview Survey) 2019’, più di 10 milioni di adulti italiani soffrono di questa condizione debilitante.

Il rapporto, basato su un campione significativo di oltre 44.000 partecipanti, rivela che il dolore cronico colpisce circa il 60% degli adulti italiani, con una distribuzione che varia notevolmente in base all’età e al genere. Mentre l’8% della popolazione adulta di età compresa tra i 18 ei 44 anni riporta di essere affetta da dolore cronico, questo valore aumenta drasticamente al 50% negli ultra-85enni.

Un fatto preoccupante è il divario di genere evidente nelle stime di prevalenza, con un’iniziale discrepanza che inizia già a 35 anni e continua a sfavore delle donne con il passare degli anni. Il 60% degli adulti italiani con dolore cronico è di sesso femminile.

Le cause del dolore cronico possono variare, con la malattia primaria che rappresenta la ragione principale (52%), seguita da traumi (21%), interventi chirurgici (7%) e tumori (3%). È importante notare che una percentuale significativa di individui (13%) soffre di dolore cronico senza una chiara diagnosi di malattia sottostante, mentre il 23% riporta livelli elevati o molto elevati di dolore.

Il rapporto evidenzia anche un legame allarmante tra dolore cronico e salute mentale, con il 13% dei soggetti affetti da dolore cronico che presenta sintomi depressivi da moderati a gravi, rispetto al meno del 2% nella popolazione generale. Questa co-morbidità è particolarmente pronunciata nelle donne e nelle persone con un livello di istruzione più basso.

Gli autori del rapporto sottolineano l’importanza di questo studio nel colmare una lacuna conoscitiva che persisteva da oltre un decennio e nel fornire un quadro epidemiologico fondamentale per individuare i bisogni di diagnosi, cura e riabilitazione. La ricerca sottolinea l’urgente necessità di un’attenzione adeguata e di misurazioni affidabili e validate per affrontare questa sfida sanitaria.

In risposta a questi risultati preoccupanti, l’Istituto Superiore di Sanità ha avviato un monitoraggio epidemiologico del dolore cronico nel paese, in collaborazione con Istat e la Fondazione ISAL. Ciò potrebbe contribuire a favorire l’applicazione piena e efficace della legislazione italiana già esistente per garantire l’accesso alla terapia del dolore per tutti i cittadini.

In conclusione, il dolore cronico rappresenta una sfida significativa per la salute pubblica in Italia, e l’adozione di misure preventive e terapeutiche mirate è fondamentale per mitigare il suo impatto sulla vita quotidiana dei pazienti.

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