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Incidenza delle sindromi simil-influenzali in Italia resta alta e stabile

L’Italia continua a fronteggiare un significativo aumento dei casi di sindromi simil-influenzali (ILI) durante la 52° settimana del 2023, mantenendo l’incidenza a livelli preoccupanti.

L’Italia continua a fronteggiare un significativo aumento dei casi di sindromi simil-influenzali (ILI) durante la 52° settimana del 2023, mantenendo l’incidenza a livelli preoccupanti. Secondo i dati pubblicati oggi dai bollettini della sorveglianza RespiVirNet, l’incidenza è pari al 17,5 casi per mille assistiti, segnando solo una lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente (17,7 casi per mille assistiti).

Anna Teresa Palamara, direttrice del dipartimento Malattie Infettive dell’Iss, ha sottolineato che questa persistente elevata incidenza è alimentata da diversi virus in circolazione. L’analisi dei campioni positivi indica che i virus influenzali sono preponderanti, anche se una quota significativa è attribuibile al Sars-CoV-2 e al virus respiratorio sinciziale, responsabile di bronchioliti soprattutto nei bambini più piccoli.

Analisi dei dati epidemiologici

La 52° settimana del 2023 ha registrato un’incidenza complessiva di 17,5 casi per mille assistiti, con un leggero incremento nei bambini al di sotto dei cinque anni (48,7 casi per mille assistiti) e una stabilità negli adulti e negli anziani. Tutte le Regioni/PPAA, ad eccezione della PA di Bolzano, hanno superato la soglia basale di incidenza delle sindromi simil-influenzali. Cinque Regioni/PPAA hanno raggiunto il livello di intensità “molto alto” dell’incidenza, includendo Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Abruzzo e Campania.

Panoramica sulla sorveglianza virologica

La sorveglianza virologica durante la settimana 52/2023 ha rivelato un aumento della percentuale di campioni positivi all’influenza, che ora si attesta al 37,5%, in crescita rispetto al 33,5% della settimana precedente. I virus influenzali di tipo A risultano largamente prevalenti (99%), in particolare del sottotipo H1N1pdm09.

Tra i campioni positivi, il 22% è risultato positivo per SARS-CoV-2, l’11% per RSV e il 37% per influenza A, mentre gli altri sono stati positivi per vari virus respiratori. Questi dati riflettono la complessità della situazione epidemiologica attuale, con una co-circolazione di diversi agenti patogeni.

La sorveglianza RespiVirNet

RespiVirNet, Sistema di Sorveglianza Integrata, comprende la sorveglianza epidemiologica e virologica delle sindromi simil-influenzali e dei virus respiratori. Coinvolge Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e Laboratori di Riferimento Regionale, coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) con il supporto del Ministero della Salute.

Il monitoraggio si articola nella sorveglianza epidemiologica, che traccia l’inizio, la durata e l’intensità dell’epidemia stagionale, e nella sorveglianza virologica, che monitora la circolazione dei vari virus respiratori. La raccolta e l’elaborazione dei dati sono gestite dall’ISS, che produce rapporti settimanali epidemiologici e virologici.

In conclusione, la situazione attuale richiede un approccio cauto e l’adozione di comportamenti prudenti, specialmente in presenza di sintomi respiratori o con la presenza di bambini piccoli, anziani o individui vulnerabili. La direttrice Palamara sottolinea l’importanza delle vaccinazioni raccomandate e esorta a evitare l’assunzione di antibiotici senza indicazione medica, incoraggiando un ricorso al pronto soccorso solo quando strettamente necessario. La sorveglianza continua a giocare un ruolo chiave nella gestione di questa complessa situazione sanitaria.

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