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Polmoniti da legionella, che fare? L’eradicazione del batterio dalle condotte d’acqua in disuso

Un killer silenzioso, che può proliferare nei pomelli delle vecchie docce o negli impianti di climatizzazione ormai logori, si sta rivelando un problema di salute pubblica sempre più pressante in Italia.

Con l’ultimo rapporto che segnala 3.111 casi di legionellosi in dodici mesi e un incremento del 14% rispetto all’anno precedente, è evidente che l’igiene degli impianti idrici, collettori e rubinetterie, richiede un’attenzione immediata e un’azione coordinata. La legionellosi, malattia causata dall’inalazione di aerosol contaminato da Legionella pneumophila, può manifestarsi con una polmonite severa, rappresentando un rischio, soprattutto per le persone con un sistema immunitario compromesso, tra cui gli anziani, i malati cronici e coloro che ricevono terapie immunosoppressive.

L’ultimo Decreto Legislativo, il D.Lgs. 18/2023, ha introdotto misure rigorose per la manutenzione degli impianti idrici e standard precisi per il monitoraggio della qualità dell’acqua destinata al contatto umano. In un contesto che richiede crescente attenzione, un incontro promosso da Initial ha approfondito gli adempimenti e le precauzioni del caso.

La Legionella è un batterio che prospera in condizioni specifiche, in particolare a temperature comprese tra i 20°C e i 50°C. Il suo habitat naturale è rappresentato da ambienti acquatici, ma in determinate circostanze può proliferare in sistemi idrici chiusi, come gli impianti di climatizzazione, le docce e le piscine. La legionellosi non si trasmette da persona a persona, ma richiede l’inalazione di aerosol contaminati. Questo batterio dunque cavalca le microscopiche particelle di acqua che sgorgano o da impianti idrici vetusti, o da condutture malandate gocciolanti.

Fabrizio Pregliasco, Direttore Sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio e Professore associato di Igiene presso l’Università di Milano, mette in guardia: “Le infezioni da Legionella pneumophila rappresentano una sfida concreta per la salute di tutta la popolazione. La diagnosi tempestiva e un trattamento adeguato sono fondamentali per ridurre i rischi di complicanze o esiti fatali”.

Il D.Lgs. 18/2023 ha introdotto la figura del GIDI, il responsabile per la gestione della rete idrica interna negli edifici, un passo fondamentale per garantire che le misure preventive siano attuate in modo efficace. Le direzioni delle strutture sanitarie e delle residenze per anziani sono ora obbligate a nominare operatori responsabili per la prevenzione della Legionella, assicurando che siano seguiti protocolli specifici per la valutazione del rischio.

Riccardo Tartaglia, professore straordinario presso l’Università G. Marconi, evidenzia l’importanza di un’analisi microbiologica condotta da laboratori specializzati per identificare il livello di pericolo degli impianti. “Una volta determinato il rischio, è essenziale adottare misure di manutenzione o bonifica e effettuare periodici campionamenti dell’acqua”, afferma Tartaglia.

Le normative stabiliscono che tutti gli edifici con impianti idrici devono garantire che l’acqua distribuita sia indenne da contaminazioni. Questo rappresenta un cambiamento significativo, poiché pone la responsabilità delle misure igieniche nelle mani di chi gestisce gli edifici, sia nel settore pubblico che privato.

Maria Francesca Torriani di Initial Italia sottolinea che il monitoraggio e la prevenzione della Legionella sono più che mai essenziali per le aziende. “Il nostro obiettivo è supportare i clienti con soluzioni efficaci e strategie mirate a garantire igiene e sicurezza in tutti gli ambienti”, afferma. La campagna informativa avviata da Initial punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e della nuova normativa, con l’introduzione di servizi come LFree, un pacchetto completo per la gestione del rischio Legionella.

Francesco Santi, Presidente AIAS, aggiunge che la normativa non si limita a suggerimenti generici, ma impone standard rigorosi di monitoraggio e gestione. “Le aziende e le strutture sanitarie devono attuare strategie di prevenzione efficaci per garantire la salute degli utenti, e il GIDI gioca un ruolo cruciale in questo contesto”, afferma Santi.

La normativa recente definisce misure chiare e dettagliate, ma la sua efficacia dipenderà dalla volontà di attuare piani di manutenzione rigorosi, e dalla sensibilizzazione di tutti gli attori coinvolti. La Legionella, un problema per tanti anni sottovalutato, deve diventare una priorità, in modo da garantire un ambiente più sicuro.

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