“Serve più consapevolezza per prevenire le complicanze anche gravi della trombosi”. Parla l’esperto Roberto Pola

In occasione dell’evento “Per combattere la Trombosi non rimaniamo in panchina”, organizzato da Motore Sanità con il contributo non condizionante di Viatris, è emersa con forza la necessità di aumentare la consapevolezza sulla trombosi. A sottolinearlo è Roberto Pola, Responsabile del Percorso per la Gestione Perioperatoria della Trombosi Venosa Profonda presso il Policlinico Gemelli e associato di Medicina Interna all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

“La trombosi è un termine noto alle persone, ma non c’è ancora piena consapevolezza della sua frequenza e dei rischi associati”, spiega Pola. Una patologia che può colpire chiunque, senza distinzione di età o condizione: “Può verificarsi nei giovani, negli adulti, negli anziani, nei pazienti oncologici o in chi si sottopone a un intervento chirurgico. Riguarda tutti noi e questa consapevolezza va migliorata”.

Tra le complicanze più temute della trombosi venosa profonda vi è l’embolia polmonare, evento potenzialmente grave e talvolta fatale. Da qui l’urgenza di promuovere una vera e propria “politica di awareness”, come la definisce l’esperto.

Un focus particolare è rivolto ai pazienti oncologici: “La patologia oncologica rappresenta una condizione ad aumentato rischio di trombosi, ma spesso questa informazione non è conosciuta o viene sottovalutata”. Proprio nei day hospital di oncologia, il Policlinico Gemelli sta lavorando attivamente per migliorare la consapevolezza di questo rischio.

Sul fronte della prevenzione, Pola ricorda come in ambito ospedaliero esistano protocolli consolidati: “Quando si è ricoverati o si affronta un intervento chirurgico, il medico avvia una tromboprofilassi, cioè una terapia mirata a prevenire la trombosi”. Tuttavia, anche nella vita quotidiana è possibile ridurre i rischi adottando semplici comportamenti.

“Una delle condizioni più frequenti associate alla trombosi è l’immobilità. Muoversi poco, stare seduti a lungo, sono fattori di rischio concreti”, evidenzia. Il consiglio è chiaro: “Anche durante lavori sedentari, è importante alzarsi ogni ora e camminare per almeno cinque minuti, proprio come si raccomanda durante i lunghi viaggi aerei”.

Il messaggio finale è diretto: informazione e prevenzione restano le armi più efficaci per contrastare una patologia ancora troppo spesso sottovalutata.

Roberto Pola, Responsabile del Percorso per la Gestione Perioperatoria della Trombosi Venosa Profonda presso il Policlinico Gemelli e associato di Medicina Interna all’Università Cattolica del Sacro Cuore

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